acquaesapone Gli occhi grandi dei bimbi
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La forza epigenica crea con amore

Un immenso amore che crea, nutre e anima ogni bambino. La scienza ne osserva gli effetti, fin dai primi 30 giorni nella pancia della mamma

Mer 08 Apr 2009 | di Tratto dal libro “La famiglia non s’inganna”, di Padre Angelo Benolli | Gli occhi grandi dei bimbi

E' evidente che la nascita di ogni persona è una meravigliosa ed irripetibile novità di vita, vita che si riceve e che mai nessuno si può dare da sé. La scienza onesta dimostra che la forza della vita della persona, fin dal concepimento, non proviene dai genitori. Lo spermatozoo e l’ovulo dei genitori, potrebbero vivere al massimo un’ora se non si incontrassero e non intervenisse tutta la creatività, tutto l’amore e tutta la sapienza della “forza epigenica”. Da sempre, infatti, la scienza (pur ponendosi nei nostri tempi in modo dichiaratamente materialista) constata che sull’ovulo e sullo spermatozoo, quando si fondono, si riversa una forza creatrice potentissima che è al di fuori dei geni e proprio per questo è detta epigenica.
Si tratta di un’energia piena di un’immensa sapienza e di un infinito amore che, in ogni momento, tutto crea, sorregge ed anima assieme all’anima, ossia all’energia nuova, unica e irripetibile della persona che la Scrittura afferma essere già presente “prima che il mondo fosse”. Ormai possiamo scientificamente constatare come nei primi 30 giorni si costruisce quasi tutto della nuova persona; eppure, come più volte sottolineato in questo libro, questa, con tutti i suoi organi che in quel tempo iniziano a formarsi, non ha mai nessun vero contatto con la madre. Tutti gli elementi biologici come il sesso, il sangue, i nervi, la carne, le ossa sono creati da questa energia immensamente ricca di vita e di amore e sono sempre animati dalla forza unica, personale e irripetibile dell’anima che prende continuamente vigore dall’Essere creativo di Dio.
Sono proprio queste energie, di Grazia creativa di Dio e di anima, che sorreggono la sessualità di cui lo zigote è portatore e con infinita sapienza e amore, tutto formano, sostengono, portano allo scambio nell’immensità della vita personale. In questa grandiosa realtà costitutiva della persona nei primi trenta giorni, tutto è in continua e sapiente relazione d’amore. C’è continuo scambio tra Dio creatore, l’anima, il sesso, i nervi e il corpo, con dei contenuti inestimabili, ben ordinati e connessi tra di loro. In questo tempo, vi è coscienza, volontà, intelligenza o legge? E successivamente, sono forse la razionalità o il volere a determinare lo sviluppo della vita? Perché gli uomini hanno tanto insistito su queste qualità e non sulle forze costitutive della vita?
A partire dal trentesimo giorno, il bambino viene in contatto reale per la prima volta, attraverso il cordone ombelicale e la placenta, con la madre. è incredibile cosa succede! Per tre anni ho studiato il processo di sviluppo del bambino nell’utero. Il bambino, abituato ad essere, nei suoi primi trenta giorni di vita, continuamente sorretto dallo scambio sapiente d’amore di Dio e dell’anima, percepisce profondamente il nuovo essere che incontra: la madre. Se questa è nello Spirito di Dio, se cioè ha un’anima piena di Grazia, il bambino scambia anche con la madre. In proporzione invece al fatto che la madre non ha queste forze di Dio e di anima, il bambino soffre, si difende, si ammala, talvolta, fino a morire. La vita non si inganna. È sacra perché creata da Dio, richiede sempre uno scambio vero irrorato dall’anima e dall’amore di Dio o da due anime vivificate dalla forza di Dio.
Il bambino intrauterino, quando percepisce che la madre è carente di sacralità e di anima ricca d’amore, in proporzione all’intensità di queste carenze, soffre nel sesso, nel corpo e l’impostazione del futuro cervello ne risente. Per fortuna questi disturbi di personalità, che tanto colpiscono l’anima, il sesso, i nervi e il corpo, non disturbano l’amore creativo di Dio, che potenzialmente sorregge sempre tutto, ma sempre vuole la collaborazione delle persone.
Il Creatore, infatti, in quanto Padre, mai si sostituisce alle nostre energie, ma è sempre fedele nel sorreggere ogni sua creatura. In questo caso il bambino si trova tra la creatività sapiente di Dio e la contrapposizione dello spirito, dell’anima, del sesso e del corpo nevrotici della madre. Poiché, come abbiamo visto, tutte le esperienze d’amore o di non amore rimangono sempre permanentemente registrate nelle cellule nervose, si capisce come, nel suo futuro, il bimbo che non è stato amato avrà difficoltà di scambi d’amore. Pertanto si può ben dire che la forza epigenica, oltre ad essere la forza costitutiva ed animante di ogni contenuto dell’essere umano, sarà anche l’unica forza che potrà rianimare, guarire e ricreare ogni energia della persona quando questa è stata ingannata, colpita, ridotta o deviata.
La forza di Dio e la forza dell’anima non hanno la stessa qualità dell’energia della sessualità, dei nervi, del corpo e della mente. Tutte queste ultime energie, in conseguenza e in proporzione alla mancanza dell’anima e della Grazia, soffrono tanto profondamente che sempre si snaturano, si confondono, si disperdono e si perdono. La Grazia e l’anima, che sono le forze principali della forza personale, sono energie costitutive della forza epigenica.
Mentre, però, la forza di Dio è immensa, intoccabile e non può essere disturbata da nessuno, l’anima risente di ogni mancanza d’amore ed è sempre colpita se non fa fronte ad ogni menzogna e disordine di vita. L’anima promana dalle qualità e dai contenuti d’amore di Dio. è immagine e somiglianza di Lui, vive in pace e forza solo se sorretta dall’amore. Per esprimersi ha sempre bisogno dell’amore di Dio. Per questo la Sacra Scrittura dice: «Dio è amore e chi sta nell’amore rimane in Dio e Dio in Lui».
Quando cioè l’anima si stacca dall’amore (e sempre si stacca quando non ha esperienze d’amore), in proporzione all’intensità della separazione, perde le sue forze fondamentali: non anima più, non ama più. Proprio per questa carenza o tradimento d’amore, l’anima è la prima energia personale che è disturbata, soffre, s’indebolisce e sparisce. In questo stato la prima cosa che l’anima perde è la relazione con Dio. Proprio perché Dio è Amore, l’anima, priva di amore, non lo percepisce più. Allora si riversa sugli idoli, sul sesso, sulla ragione.
La persona perde l’anima in proporzione alla perdita d’amore e quindi non crede più nemmeno all’Amore di Dio. Questa mancanza di esperienza della forza d’amore di Dio, che proviene dalla perdita dell’anima a causa del non amore, è la più macabra tragedia e la base strutturale di tutte le debolezze dell’uomo di oggi. Come riportare l’anima all’amore e quindi alla Grazia o forza di Dio? A tale riguardo quale cultura scientifica o religiosa abbiamo oggi?
La risoluzione di questo problema antropologico è centrale per la vita di miliardi di persone, famiglie e comunità. Quando manca l’energia di Dio e l’energia dell’anima, manca la forza dello Spirito. Lo Spirito è vita, dice il Vangelo, e il peccato contro lo Spirito, cioè la perdita della grazia e dell’anima, non ha remissione né in questa, né nell’altra vita. Questo peccato oggi è molto presente: è già morte che produce la morte. Con questa situazione interiore come si posso no poi costruire i matrimoni e le famiglie? Spesso si dice che la famiglia salta perché la famiglia patriarcale salta, perché la donna lavora ed è più emancipata economicamente. Tutto questo è vero solo parzialmente.
La verità più grave consiste invece nel fatto che le persone non vivono più quei contenuti di spirito, di anima e di sesso nell’amore che sono l’unica e indispensabile base dello scambio d’amore di coppia e di famiglia.


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