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Dico no al federalismo!

Si accentuerebbe il distacco tra nord e sud

Gio 21 Ott 2010 | di Laura Laurini | Io Giornalista

Il distacco tra nord e sud è uno dei problemi principali che affligge la nostra società da circa 150 anni, dopo l’unificazione del regno d’Italia nel 1861. L’Italia Unita così tanto voluta da Mazzini e Garibaldi, quell’Italia per cui si sono battute migliaia di persone perdendo la vita si sta gradualmente frantumando, lasciando posto ad un odio puro che lega le popolazioni del nord e del sud. Ma forse questa Italia non è mai stata unita, tutt’altro: il nord ha sempre dimostrato di avere pregiudizi nei confronti delle regioni meridionali e ha fatto di tutto per screditare il loro territorio.
No, non è soltanto un mio pensiero, non è frutto della rabbia che mi porto dentro, ma lo dice la storia, quella parte di verità rimasta all’ombra per tanto tempo. Prima dell’unità d’Italia infatti, il sud seguiva di pari passo il nord e talvolta lo superava in alcuni settori, vista la posizione favorevole del suo territorio. Il PIL pro-capite era pari a quello del nord e lo sviluppo industriale era altamente avanzato (presenza di circa 5.000 fabbriche) come si può notare dal premio vinto nel 1856 all’Esposizione Internazionale di Parigi. Cosa è successo per far alterare la situazione? La risposta è soltanto una: il governo piemontese stabilì le sorti del sud a tavolino con la sua politica asfissiante. Da allora il territorio meridionale è andato via via degenerando e si è trasformato in un luogo di abusi e speculazioni, afflitto dal brigantaggio e in seguito dalla politica mafiosa.
Tutto ciò ha fatto sicuramente nascere quel divario tra nord e sud, non solo economicamente ma anche a livello sociale. Attualmente si sta parlando di federalismo, altro fenomeno che a mio avviso metterà il popolo meridionale alle strette. Eppure, come afferma la Gelmini, “il federalismo può essere una grande opportunità, per tutto il paese e in modo particolare per il sud; non è un provvedimento nordista, ma è un provvedimento che responsabilizza la classe dirigente amministrativa e politica”. Poi prosegue: “credo che l’Unità d’Italia sia un valore ancora autentico e molto importante”.
A questo punto la mia domanda sorge spontanea: se si crede ancora in questo valore, perché attuare provvedimenti che dividerebbero definitivamente l’Italia in due? Le parole incoerenti della Gelmini sono tutte frasi fatte per mettere a tacere le voci del popolo. La realtà è ben diversa e lo dimostra la condizione attuale del sud, un territorio ricco di risorse ma povero economicamente, dove lo sfruttamento è all’ordine del giorno. L’interesse di questo provvedimento è sicuramente economico e va a discapito dei cittadini, perché le regioni del nord non aiuteranno mai la popolazione meridionale a risalire da questo abisso e il comportamento assunto fino ad ora nei confronti del sud ne è la prova. Per fortuna c’è chi è di tutt’altra opinione e svela ciò che sta al di sotto di una riforma apparentemente perfetta.
Vorrei che chi di dovere si rendesse conto della situazione e facesse qualche passo indietro, altrimenti quell’Italia Unita rimarrà soltanto un vecchio ricordo; rimarrà il sogno di quei patrioti che noi italiani non siamo riusciti a realizzare. 


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