acquaesapone Sudafrica
Interviste Esclusive Viaggi Editoriale Inchieste Io Giornalista TV/Cinema A&S SPORT Zona Stabile Rubriche Libri Speciale Cannes

200.000 stregoni

Perché in Sudafrica tante persone considerano i sangoma migliori dei medici

Gio 21 Ott 2010 | di Roberta Giaconi | Sudafrica
Foto di 6

«La notte sogno cosa succederà durante il giorno. E non soltanto a me, ma anche alle persone della mia comunità».
A parlarmi è Lukholo, un ragazzo sudafricano di 28 anni. È un sangoma, vale a dire un guaritore tradizionale della cultura africana. Nella sua casa gialla nella township - la tipica borgata di periferia - di Khayelitscha ha attaccato una fotografia alla parete. Lo ritrae nel vestito rituale, con lunghe file di perline che gli circondano il collo e gli fasciano la testa come un diadema.
«Le perline sono il simbolo dei sangoma. Ti vengono date dopo le cerimonie per indicare che stai percorrendo il sentiero dei guaritori».
Secondo le stime diffuse dalla rivista sudafricana Big Issue, sarebbero circa 200.000 i sangoma attivi nel Paese. La maggior parte della popolazione, specialmente di quella nera, preferisce rivolgersi a loro piuttosto che ai dottori, confidando nel rapporto privilegiato con gli spiriti e ritenendo la divinazione, l’interpretazione dei sogni e la trance più efficaci nel dare una risposta alle loro richieste rispetto alle ricette della medicina occidentale.
«Crediamo negli antenati e nel loro culto. Li onoriamo e loro ci aiutano a curare le persone», spiega Lukholo.

Cosa vogliono i pazienti
Le richieste dei pazienti sono tra le più varie. Dai dolori addominali al mal di testa, dai problemi economici all’impossibilità di restare incinta. C’è chi viene per conoscere il futuro e chi per lamentarsi di un furto subìto.
«A volte i problemi sono su un livello più alto rispetto a quello umano e vanno risolti lì -, precisa un altro guaritore. È da poco finito un rituale e si concede un po’ di riposo insieme ad alcuni colleghi -. «Noi ascoltiamo, cerchiamo di capire le cause e proponiamo dei rimedi. Solitamente erbe medicinali che gli antenati ci suggeriscono nei sogni», sostiene.
«Prendiamo una donna depressa, per esempio. Un dottore occidentale le darebbe degli psicofarmaci e la manderebbe a casa. Noi sangoma vediamo quello che succede veramente, vediamo l’impundulu, il demone che sta sopra di lei e le crea il disagio. Se riusciamo a cacciare quello, la persona guarisce e non ha bisogno di altre cure», spiega. I prezzi per le consulenze variano a seconda dei problemi. «Da una donna che non riesce ad avere figli io mi faccio lasciare un deposito sui 35 euro. Poi se resta incinta mi dovrà portare una mucca o pagare il prezzo pattuito», dice un altro di loro. Ma molto dipende dai guaritori. «A volte possono chiedere anche l’equivalente di 300 euro. È tanto per la gente di qui».

L’energia degli antenati
Sono gli antenati a giocare la parte del leone. Dopo la morte si trasformano in energia e vivono in un universo parallelo che si incontra con quello degli uomini soltanto durante i sogni. È qui che lasciano i loro messaggi.
«Ho capito che dovevo diventare un sangoma quando avevo 13 anni. Non ero molto contento all’idea, ma non ti puoi opporre alla chiamata - spiega Lukholo -. Mio nonno cercò di scappare dal suo destino, ma è pericoloso non accettare la scelta degli antenati. Stai male finché non cedi».
Si dice infatti che siano gli antenati a scegliere i predestinati alla professione. Solitamente lo annunciano attraverso un sogno.
«Io l’ho capito a 24 anni - racconta Agnes, una sangoma nera con una lunga gonna colorata e uno scialle annodato in testa -. Stavo male e ho sognato mia nonna sangoma che mi metteva le perline, il simbolo della nostra professione». Peter, un altro sangoma, ride. «Anche nel mondo occidentale ci sono persone che hanno ricevuto la chiamata, ma che non sanno che devono rispondere. Finiscono per stare continuamente male senza che nessuno capisca cosa abbiano. Possono anche impazzire».

Un lungo e costoso cammino
La strada per diventare sangoma è lunga e costellata di spese. Una volta riconosciuta e accettata la chiamata, l’aspirante guaritore deve iniziare la pratica accanto a un maestro più anziano. Ci possono volere anni e poi iniziano le cerimonie con i sacrifici di animali, perché il sangue ravvivi il rapporto tra antenati e uomini. «Io sono vedova, i miei due figli sono già sposati. Ho iniziato il mio cammino da guaritrice molti anni fa, ma non l’ho ancora concluso. Ci vogliono tanti soldi per potersi permettere di sacrificare una mucca», si lamenta Agnes.

I sangoma contro l’aids
I sangoma sono considerati così importanti dalle comunità locali che il governo qualche anno fa pensò di utilizzarli nella lotta contro l’Aids, che in Sudafrica colpisce quasi sei dei 50 milioni di abitanti. I guaritori avrebbero dovuto convincere i pazienti con i sintomi della malattia a sottoporsi ai test. Ma il piano si è arenato in una reciproca ostilità. «Il governo vorrebbe usufruire dei nostri rimedi senza darci niente in cambio», sostiene Lukholo.
Un altro sangoma, Peter, ride fragorosamente. Ha una lunga barba bianca e un ventre prominente. Cammina vicino alla casa di Lukholo con due bastoncini di rame. Li tiene paralleli e quando si stringono o si allargano sussulta. «Lo senti? Qui passano linee di energia. Sono ovunque nel mondo e prima si credeva che avessero un effetto positivo. Poi è stata fatta una mappatura e si è scoperto che dove passavano queste linee c’era la più alta concentrazione di tumori». Lui di Aids parla svogliatamente. «La settimana scorsa tre poliziotti e due persone che lavorano per il governo sono arrivati a casa mia. Mi hanno intimato di non parlare della malattia, altrimenti mi avrebbero arrestato». 

Scetticismo e condanne
La verità, sostengono i sangoma, è che la medicina occidentale pretende di conoscere ogni rimedio e di essere l’unica a sapere che cosa sia giusto e sbagliato. «In Kenya è stato fatto uno studio pilota su un rimedio omeopatico contro l’Aids, l’Iquilai. La salute di oltre il 90% dei 250 pazienti trattati è migliorata. Ma nessuno vuole che lo diciamo», protesta. C’è molto scetticismo nei confronti dei guaritori tradizionali. “Ciarlatani”, li bollano in molti, mentre la chiesa li condanna, ordinando di non ricorrere alle loro cure.  
 



SE NON GUARISCI, NON PAGHI

Una cosa è sicura: se non indovini dove è il male e non lo guarisci, non sei un vero sangoma e la gente non ti pagherà per i tuoi servizi. Molti continuano ad essere scettici e sospettosi, ma chi si avvicina a questo mondo si accorge che oltre al grande rischio di incontrare ciarlatani c’è nel metodo dei sangoma qualcosa che la medicina occidentale dovrebbe considerare di più. La considerazione della persona nel suo insieme e non solo del suo corpo, quindi il suo mondo, le sue reazioni, il suo vissuto...
 


Condividi su:
Galleria Immagini