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Noi ragazze madri come fantasmi in Italia

Donne e bambini lasciati a se stessi da uno stato distratto

Ven 03 Dic 2010 | di Maddalena | Io Giornalista

È una realtà molto nascosta, ma anche molto attuale quella delle ragazze madri. Ho 21 anni e il padre di mio figlio non l’ha voluto riconoscere, lasciandomi ad affrontare la gravidanza da sola. Nel momento in cui non avviene il riconoscimento, il padre perde ogni diritto e ogni dovere nei confronti del bambino; in poche parole allo Stato risulta che durante il concepimento era presente solo la madre (miracoli della scienza!). Il libero arbitrio che viene lasciato all’uomo è troppo elevato se paragonato a quello della donna che in Italia ha come opzione solo l’aborto. Sì, perché sono pochissime le donne che decidono di portare avanti la gravidanza senza il partner, non avrebbero nessun aiuto da parte delle istituzioni. Lo Stato italiano è molto arretrato in questo: non riconosce le coppie di fatto (che comprendono coppie che convivono da anni e magari anche con figli) e non c’è da stupirsi se le ragazze madri sono poco più di fantasmi sociali: siamo un fenomeno che non vuole essere visto. Le ragazze madri, o molto più appropriato “madri nubili”, non sono considerate neanche una categoria sociale: basti pensare che non rientrano neanche nelle graduatorie per avere una casa popolare, non sono catalogabili come ceto debole o altamente disagiato. Molte di noi hanno un affitto da pagare con tanto di tasse e bollette, devono provvedere al mantenimento di se stesse e del bambino e durante la maternità in molti casi sono obbligate a lasciare il lavoro (tra i tanti nuovi contratti sono in estinzione quelli che prevedono il congedo per maternità). Solo poche sono le fortunate che abitano ancora con i genitori che danno un appoggio morale ed economico. L’arrivo di un bambino è l’evento più bello nella vita di una donna. La Costituzione dice che l’Italia è un Paese fondato sulla famiglia: una mamma con un bambino come fa a non prendere questo appellativo? Cos’è che manca dal momento che i loro sorrisi sprigionano amore? Noi (mi permetto di parlare a nome di tutte le ragazze madri) non abbiamo il tempo di scendere in piazza per rivendicare i nostri diritti, perché abbiamo dei piccoli nuovi italiani da crescere in una terra che li vede come figli di nessuno.


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