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È sempre Natale

Con l’adozione a distanza Massimo, Antonella, Francesca e Sofia fanno rinascere due bambini ogni giorno, in Africa e in India

Ven 03 Dic 2010 | di Francesco Buda | Bambini
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Condividere, essere famiglia, non solo “stare” in famiglia. Lo senti forte a casa di Massimo e Antonella, nel paesino dove vivono vicino Torino. A casa loro c'è posto anche per una bimba africana ed un bimbo indiano. Sono i “fratellini” delle loro figlie Francesca e Sofia adottati a distanza con Italia Solidale. Ogni giorno, così, fanno un po' Natale.

«Lo facciamo perché vogliamo estendere la nostra famiglia, perché la nascita delle nostre bimbe è stata una cosa talmente grande che sentivamo la necessità di ringraziare – racconta mamma Antonella – e questa gioia non deve fermarsi alla nostra casetta. È un desiderio molto forte di trasmettere questo amore ad altri bambini. È veramente l'esperienza massima per una famiglia e per chi non ha una famiglia ancora di più è un'esperienza da vivere questa di incontrare i bambini. Fa bene a chi la fa».

«È un aiuto agli altri, ma anche un grande aiuto a se stessi – conferma il marito -. Perché fare un'adozione? È questione di speranza, che l'adozione a distanza può riaccendere. C'è la voglia di essere valorizzati come persone e questo succede con Italia Solidale, ti senti utile. Visto che lo devi mettere sul giornale – suggerisce Massimo -, scrivilo bello grande che fa bene all'anima, e scrivi che l'ho detto io!».

La molla di tanta gioia e generosità è mossa da uno spirito semplice e profondo, capace di superare la classica beneficenza. «Questa esperienza – dice all'unisono la coppia – ti fa capire che la vera solidarietà non si limita ad un versamento in denaro, ma è l'espressione di valori che fanno bene a noi, oltre certi stereotipi economici ed oltre una certa mentalità che parte da soldi, cose, strutture, scuole».

Questo bene che sentono, in cosa si concretizza? «Più conosciamo Italia Solidale e i volontari, che sono dei veri amici, e più cambiamo in meglio noi stessi – dice raggiante Antonella –, vediamo molto di più con gli occhi dei bambini la realtà del mondo nella nostra quotidianità, e questo ci aiuta a rispettare noi stessi, le nostre bimbe e gli altri. Io avevo adozioni con altre associazioni, facevo il bonifico bancario in modo staccato dalla vita del bimbo adottato, nulla di concreto nonostante questa materialità, proprio perché non toccava la persona, non ci toccava minimamente nell'anima, era la tipica buona azione senza andare in fondo su di noi. Al contrario dietro Italia Solidale ci sono una profondità ed un'esperienza enormi che ci ha coinvolto come famiglia e come persone. Il senso più forte di Italia Solidale è entrare nel profondo della persona con spirito e sostenerla a vivere con gioia. Io e Massimo abbiamo conferma ogni giorno che questa cosa ci ha cambiato, ci crediamo veramente, è una delle poche certezze! Leggendo i libri di Padre Angelo Benolli, il fondatore di tutto questo immenso movimento d'amore, adesso riesco a capire le mie figlie, a sostenerle nella loro espressione e ad imparare da loro».

L'apertura di questa famiglia è ora rivolta anche alla loro terra, attraverso semplici relazioni con altre persone che come loro salvano i bimbi e le famiglie povere con Italia Solidale. Si incontrano come sta avvenendo un po' alla volta in tutta Italia col sostegno dei volontari, e si scambiano esperienze e approfondiscono le basi su cui insieme si costruisce lo sviluppo di vita e missione. «Per noi ora è importante anche il rapporto con le perosne vicine – spiegano – perciò siamo coinvolti per formare piccole comunità solidali anche qui in Piemonte. Quando uno ha energia e amore addosso – assicura Antonella – non se li può tenere per sé, hai bisogno di passarli agli altri». E questo si vede a cominciare dalle figlie. «Sofia è entusiasta, partecipa ed è attentissima a tutto ciò – goisce la mamma solidale – e Francesca, la grande, ci tiene moltissimo a partecipare agli incontri con volontari e donatori. Ne parla molto con le sue compagne... i bambini sanno parlare con le parole giuste di queste cose». È verissimo: «È importante e necessario che tutti abbiano la loro parte per vivere, noi abbiamo troppo e sarebbe anche giusto che dall'altra parte del mondo i bambini possano avere la loro parte della torta. Cos'è Natale? È un modo per inaugurare la nascita di una persona molto importante. I bambini che vediamo nelle nostre strade molto spesso hanno tante cose e quindi potremmo ringraziare Nostro Signore per i doni che ci ha dato donando un'adozione a distanza a questi bimbi che non hanno tante cose». Parola di Francesca, 10 anni. Persona viva e piena d'amore. La sorellina, 6 anni, annuisce: «Sono contenta». In Rwanda con lei ora sorride pure Mutujimana Solange, la sua “sorellina” di 6 anni come lei.
 


 

«IO VI AMO, NON VI LASCERÒ MORIRE!»
Ciao, io mi chiamo Francesca e amo con il cuore Italia Solidale perché mi ha dato forza e amore per andare avanti, ma soprattutto coraggio perché io amo tutto e tutti e ho il cuore più forte delle mie compagne. Vi amo così tanto che quando sarò grande verrò a fare la missionaria in Africa, Asia, Sud America e in tutte le regioni d'Italia. Questo perché io vi amo, non lascerò che voi moriate, perché anche Dio lo dice: siamo tutti uguali, siamo fratelli!!!

Aiutaci a salvare i nostri fratelli! Cerca nel tuo cuore, va a cercare la verità del tuo essere. È un modo per entrare nel regno dei Cieli.

Francesca Scapola

10 anni - San Raffaele Cimena – Torino
 



CHIAMA SUBITO
Fare un’adozione a distanza con Italia Solidale, oltre a salvare la vita di un bambino signifca fare un’esperienza di profondo sviluppo anche per la propria vita. Bastano 25 euro al mese. Chiama subito i volontari di Italia Solidale 06.68.77.999 o collègati al sito www.italiasolidale.org


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