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La carta d’identità elettronica, spreco infinito

Il Governo vuole renderla obbligatoria. Ma il progetto è fermo da 10 anni. E intanto centinaia di migliaia di euro (nostri) sono andati in fumo...

Lun 06 Dic 2010 | di Armando Marino | Attualità

Che sia la volta buona della carta d’identità elettronica? Il Governo ha preparato un disegno di legge che contiene tra l’altro anche il via libera alla nuova tessera per tutti i cittadini sin dalla nascita. “Così porremo fine a dieci anni di sperimentazione”, ha detto il Ministro dell’Interno Roberto Maroni, annunciando la novità che fa parte dell’ennesimo “pacchetto sicurezza”. Sperimentazione? Il Ministro ha usato un bell’eufemismo dietro il quale si nasconde una delle più vergognose dimostrazioni di inefficienza della nostra classe dirigente. La verità è che dieci anni fa il Ministro per l’Innovazione Lucio Stanca lanciò l’idea, ma il progetto non divenne mai davvero operativo e si trasformò in un’ennesima fonte di spreco negli ultimi anni divenuta addirittura ridicola. Nel 2005, infatti, il governo di allora decide di affidare la realizzazione della carta d’identità a una nuova società pubblica (tanto per cambiare). Si chiama Innovazione e Progetti e ha come soci altre aziende pubbliche: Finmeccanica (attraverso una controllata), Poste e Poligrafico dello Stato. Un anno dopo la società non ha ancora combinato nulla e il nuovo governo decide di scioglierla, suddividendo oltre 190 mila euro di «compensi al consiglio di amministrazione, al collegio sindacale e alla società di revisione, nonché spese amministrative per adempimenti di legge», più 60 mila euro al Presidente della società Claudio Rovai, a titolo di «speciale remunerazione» come riconoscimento «di tutti i vari problemi, anche di tipo istituzionale, legale e amministrativo, affrontati e risolti». Un premio per non aver concluso nulla, insomma. Anche perché, quattro mesi dopo, Finmeccanica fa ricorso contro lo scioglimento, essendo evidentemente interessata al goloso business del documento elettronico. Il tribunale riesuma la società e inizia un lungo contenzioso legale che, anziché sciogliersi, si va complicando. Tanto che la Innovazione e Progetti, a tutto il 2009, ha fatto fuori altri 400 mila euro e rotti in parcelle di “importanti studi legali” per cercare di venire a capo della lite tra aziende pubbliche con soldi pubblici! Oltre ovviamente ad altre decine di migliaia di euro pagati ai responsabili della società, che ha solo consiglieri d’amministrazione e nessun dipendente, visto che non produce nulla, se si esclude l’assurda lite legale. Ecco i “dieci anni di sperimentazione”, caro Ministro Maroni. Che ora ha promesso di far arrivare la carta d’identità entro fine legislatura. Visti i precedenti, non c’è da essere molto ottimisti.


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