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Truffa a rivista... armata

Telefonano e propongono giornali delle forze di polizia, ma sono soltanto delle bufale!

Ven 28 Gen 2011 | di Claudio Cantelmo | Media

È l’ultima frontiera delle bufale e sono gli stessi organi di pubblica sicurezza a mettere in guardia i cittadini. Continuano infatti a giungere da tutta Italia segnalazioni di imprenditori, professionisti e persone comuni circa ripetuti ed insistenti contatti da parte di sedicenti operatori di Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza ed altri organi militari per la sottoscrizione di abbonamenti a false riviste dei Corpi. Il fenomeno è molto vasto e spazia dall’abuso all’uso improprio del termine “polizia”, dicono gli agenti, fino a concretizzare, come spesso accade, l’ipotesi del reato di truffa. «Siamo la rivista della Polizia di Stato, vuole abbonarsi al nostro giornale?» è la formula più usata. Se qualcuno chiama pubblicizzando un presunto giornale della Polizia di Stato, non è la rivista Poliziamoderna. «Il nostro organo di informazione ufficiale - precisa infatti il sito www.poliziadistato.it - è un mensile che si riceve esclusivamente con abbonamento annuale di 22,50 euro e soprattutto non telefona a casa, non fa pubblicità porta a porta, non chiede denaro a chi non fa richiesta di abbonamento, tantomeno con fare minaccioso. Essendo i termini Polizia, rivista, giornale, istituzioni, carabinieri, finanza, ecc... vocaboli in uso comune – precisa il sito - non possono essere sottoposte alla disciplina dei segni distintivi, ciò comporta che i marchi non possano essere registrati e la conseguente tutela dell'originalità, sia per il consumatore che per gli editori di riviste serie, venga meno. 7 finti finanzieri, tutti smascherati e denunciati da quelli veri della Guardia di Finanza di Udine, avevano creato un call center, da cui minacciavano telefonicamente artigiani, piccoli imprenditori e grandi aziende di visite fiscali da parte della Finanza se non avessero acquistato le pubblicazioni. Che erano semplicemente un “copia e incolla” di articoli delle riviste ufficiali di Fiamme Gialle, Carabinieri, Polizia, Vigili del Fuoco e Protezione Civile, il cui costo poteva variare dagli 80 ai 220 euro. I truffatori spiegavano che, in caso di un controllo fiscale dei finanzieri o sulla sicurezza da parte dei Vigili del Fuoco, chi prendeva la rivista tarocca sarebbe stato favorito. La truffa ha coinvolto 24 mila aziende su tutto il territorio nazionale. Le indagini hanno stimato gli incassi di due anni di attività in un milione e 133 mila euro. Tra i motivi utilizzati per sollecitare l’acquisto di questi prodotti editoriali, anche quello che una parte della cifra versata per gli abbonamenti sarebbe stata utilizzata per compensare i “tagli” effettuati dalla Finanziaria alle Forze di polizia.

Neanche la Benemerita è esente da queste bufale editoriali. È del 2 dicembre scorso la notizia che numerosi cittadini di Pisa hanno segnalato di aver ricevuto la proposta di sottoscrivere, da parte di sedicenti militari, abbonamenti a periodici e riviste curate dall'Arma dei Carabinieri.  Tono a tratti autorevole, altre volte suadente, al punto da far prendere in seria considerazione la proposta a più di una persona. Il prestigio di cui godono i Carabinieri induce a non destare alcun sospetto, accogliendo la richiesta di versare su un conto corrente la cifra pattuita per ricevere un periodico che non arriverà mai. «Per ogni sospetto-ribadiscono all’unisono i portavoce delle tre Forze dell’ordine-contattateci: ve ne saremo grati due volte».

 


ECCO QUELLE VERE

“Il Finanziere”
L’Ente Editoriale per il Corpo della Guardia di Finanza – spiega il sito www.gdf.it - è una Fondazione senza scopo di lucro e si propone, tra l’altro, di divulgare in Italia e all'Estero la storia, le attività e le finalità della Guardia di Finanza, particolarmente mediante la pubblicazione dei mensili "Il Finanziere" e "Panorama Tributario e Professionale" e il bimestrale “Rivista della Guardia di Finanza”. La Finanza esclude qualsiasi forma di contatto diretto o persuasivo verso il cittadino per vendere le riviste.
   
“Polizia moderna”
«È restrittivo definire Poliziamoderna solamente la rivista ufficiale della Polizia di Stato – dicono dalla redazione diretta da Annalisa Bucchieri – il giornale non è solo questo, ma soprattutto approfondimento professionale, inchiesta, attualità, salute, ambiente». Dal 1949 Poliziamoderna è l’unico periodico ufficiale delle Forze di Polizia e può essere acquistata solo tramite il sito internet o nel corso di manifestazioni ufficiali. Esclusa ogni forma di porta a porta o vendita telefonica.
   
“Il Carabiniere”
Come evidenziato sul sito ufficiale www.carabinieri.it, le uniche riviste riconducibili all’Arma sono “Il Carabiniere”, periodico mensile di cultura e informazione professionale, e la “Rassegna dell’Arma”, un trimestrale che si propone l’aggiornamento della preparazione specifica dei Quadri del Corpo.




 


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