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Il prezzo del tempo libero

Aumentano i disoccupati, ma chi ha un impiego lavora troppo: non più 20 ore a settimana, ma anche 60/70

Ven 28 Gen 2011 | di Manuela Senatore | New York

Di questi tempi lavorare è una fortuna e il riposo significa reddito perso. Sarà per questo che due terzi degli americani sono soddisfatti di avere 4,7 ore al giorno a disposizione per se stessi, anche se possono sembrare poche. Solo un terzo degli intervistati si è detto insoddisfatto secondo un sondaggio di Gallup-Usa Today. Tra gli scontenti ci sono le coppie con figli piccoli, che con fatica fronteggiano gli impegni domestici e la necessità del doppio stipendio. Scontenti sono pure gli americani che fanno due lavori, perché sono impegnati anche nel finesettimana. I dati non sono una sorpresa, visto che gli americani hanno la reputazione di vivere per lavorare più che di lavorare per vivere. Di solito rimangono stupiti quando sentono parlare delle quattro settimane di ferie pagate in Europa. Negli USA sono normali solo due settimane di ferie retribuite, che se va bene diventano tre o 4 dopo alcuni anni con lo stesso datore di lavoro. Ci sono 9 giorni tra feste nazionali e comandate, ma non tutti i posti di lavoro le osservano. Le ferie sono viste come un ostacolo alla produzione e vengono solo permesse, ma mai incoraggiate. Non è raro usare appena la metà dei propri giorni di vacanza, specie dopo l’assunzione o per fare carriera. L’abitudine più diffusa è quella di prendere il venerdì o il lunedì di ferie in modo da allungare il fine settimana e andare a trovare familiari o amici in altri Stati.

Orario nominale e orario reale
I dati ufficiali dicono che l’orario medio di lavoro negli Stati Uniti è diminuito negli ultimi tre anni, ma questo dipende dalla disoccupazione. Per chi ha conservato il lavoro gli orari sono diventati più inflessibili. Le aziende hanno imparato a fare di più con meno personale e chi è rimasto si è trovato con lavoro extra da svolgere. Ufficialmente la settimana lavorativa è di 40 ore – e lo stipendio di solito compensa solo quelle –, ma i capi si aspettano che il lavoratore finisca i compiti che gli sono affidati indipendentemente dal tempo che ci vuole. Soprattutto in certe professioni dove la competizione è alta – come nel settore finanziario, immobiliare o legale – le giornate di lavoro durano 10 ore. Ma poi si continua a rispondere alle email dal cellulare e a finire progetti dal computer di casa. Chi ha un lavoro fa di tutto per mantenerlo e non vuole essere visto come il lavativo di turno; chi ha la propria azienda non è più libero degli altri, perché di questi tempi non esiste dire di no a un cliente. Allora per i liberi professionisti la settimana media di lavoro dura 60-70 ore. Anche se persiste la nozione del lavoro d’ufficio come lavoro “nine to five” (dalle nove alle cinque): sono una minoranza quelli che davvero possono permetterselo.

Lavoro dipendente o dipendenti dal lavoro?
Del resto la passione per il lavoro, anche senza arrivare agli eccessi da workaholic (dipendenza da lavoro), fa parte della cultura americana. Nessuno si sognerebbe di premiare la crescita di produttività – ininterrotta da 50 anni – con più tempo libero, ma si continua invece a produrre per consumare di più. Quando i profitti di un’azienda aumentano, il lavoratore viene premiato con un bonus o una promozione, mai con più tempo libero.
 



New York iperattiva, non la domenica sera
L’esperienza mi suggerisce che l’uso del tempo libero è molto diverso a New York. Qui ci si ritrova circondati da persone che hanno un lavoro per sopravvivere e almeno altre due passioni coltivate nel tempo libero o di notte. Dal collega che, arrivando con il caffè fumante, confessa di aver fatto il dj per tutta la notte, all’amico che fa il grafico ma dipinge quadri tutte le volte che ha un’ora di tempo. Anche per i meno ambiziosi, l’offerta di questa città è troppo ampia, tra shopping e intrattenimenti, per rimanersene a casa a guardare la tv. Una New York in controtendenza, dove alcuni vanno in palestra dopo il lavoro (anche grazie alla nutrita comunità gay patita per il fitness), altri socializzano nei bar e ristoranti e altri ancora vanno a vedere un concerto o uno spettacolo. La sacralità del lavoro si osserva di domenica verso le otto o le nove di sera, perché sulla città scende una cortina invisibile: un’insolita tranquillità fa capire che i newyorchesi si sono ritirati a casa prima di ricominciare la settimana lavorativa il lunedì mattina.
 



Metà del tempo libero è sprecato davanti la tv: troppa stanchezza
Gli americani passano metà del tempo libero – due ore e mezza al giorno – a guardare la televisione. Forse perché bisogna rilassarsi alla fine di giornate tanto stressanti, o perché, mentre si guarda la televisione, si possono fare altre cose come parlare al telefono o rispondere alle email, oppure si è troppo pigri per riempire il tempo libero con attività che richiedono uno sforzo. L’offerta d’intrattenimento passivo è in continua crescita. Basti pensare alla nuova generazione di videogiochi (X Box 360, Guitar Hero, etc.), che consentono d’interagire con lo schermo televisivo simulando attività faticose come giocare a calcio, fare aerobica o suonare la batteria, ma senza lasciare il salotto di casa. Altra caratteristica americana è che i doveri del dopolavoro, come cucinare, pulire casa e perfino portare a spasso il cane, vengono affidati a persone che vengono pagate per svolgerli. Così il tempo libero di alcuni diventa occupazione per altri, specie per gli studenti o per i lavoratori meno qualificati.


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