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Sicurezza... indietro tutta

Pagano di tasca loro la benzina, non hanno le divise, guidano macchine usurate e sono pochi

Gio 23 Apr 2009 | di Angela Iantosca | Soldi

È una delle parole più usate e abusate degli ultimi tempi: sicurezza (con tutte le sue declinazioni). Le città non sono sicure, il Governo punta sulla sicurezza, il Governo taglia i fondi alla sicurezza.
Ma come stanno veramente le cose?
A sentire i diretti interessati, tuttavia, sembra che il problema non sia solo di oggi, ma anche di ieri e verosimilmente di domani. «Il Governo di sinistra aveva garantito un aumento in busta paga di 5 euro e non c’è stato. La destra ha vinto le elezioni basando la campagna elettorale sulla sicurezza ed ora ci ritroviamo con gli stipendi più bassi d’Europa, le ronde e l’esercito che sono solo uno spreco di soldi», spiega Giuseppe Di Niro, Segretario Provinciale di Roma del Sindacato Autonomo di Polizia.
Poco tempo fa il Ministero dell'Interno ha bloccato la riparazione degli automezzi della polizia. Gli investimenti stanziati per il 2009, infatti, sono appena sufficienti al rifornimento di carburante. Insomma: se un mezzo ha bisogno di manutenzione (fanno eccezione gli ultimi acquisti, fra i quali Alfa 159, Grande Punto e Stilo, che beneficiano di un contratto che comprende per un certo periodo l'assistenza), resta fermo in garage.
Secondo i dati forniti dal Sindacato dei funzionari di Polizia, Anfp, a Roma dall'inizio dell'anno si sono fermati 250 mezzi. E a Napoli sono in garage in attesa di manutenzione 228 auto con i colori della polizia, 108 del tipo normale.
Non migliore la situazione a Palermo: su 530 mezzi, tra autovetture e moto assegnate alla questura, 140 sono ferme alla caserma Lungaro, nella sezione Motorizzazione. Dal guasto di pochi euro per una frizione fuori uso si passa anche a spese da mille euro per motori sui quali gravano migliaia di chilometri.
Le maggiori ripercussioni hanno investito i commissariati, che in media dovrebbero disporre di sette-dieci auto, a seconda dell´importanza dell´ufficio. Invece il 60% delle macchine è fermo. E l´altro 40% è inefficiente per un adeguato servizio a causa dell´alto chilometraggio. L´esempio più eclatante è quello di Mondello (Pa): su sette auto in commissariato solo due sono funzionanti, una delle quali usata come volante. E nella provincia la situazione non è più rosea: Corleone controlla il territorio con una sola volante. Anche al reparto scorte non c´è da stare allegri: su ventidue autoblindo dieci sono in officina, e su tredici auto non blindate sette sono ferme.
Secondo il Sindacato dei funzionari di polizia «attualmente è attivo solo un contratto nazionale che assicura il rabbocco dell'olio, il cambio delle batterie e quello degli pneumatici. Per quanto riguarda le auto in garanzia, va segnalato che per la sostituzione delle frizioni esiste un oneroso contenzioso con la Fiat che contesta un uso improprio delle vetture».
Ma il taglio ha anche altre conseguenze:
- molti poliziotti non hanno le divise
- manca la benzina
- mancano uomini: a Fiumicino, per esempio, ce ne sono 700 e ce ne vorrebbero 900;
- l’equipaggio delle volanti un tempo era formato da 3 uomini: ora da due, perché è stato tolto “l’uomo mitra”;
- molte macchine hanno sulle gomme 250mila km di strada;
- i tagli, poi, costringono allo straordinario che o viene pagato dopo 6/7 mesi o viene “trasformato” in riposo forzato o non viene retribuito.
«Mancano volanti - spiega il Sap della Provincia di Roma -, ma anche uomini: coloro che dovrebbero occuparsi di un semplice servizio di controllo, girando per la città e facendo sentire la propria presenza rassicurante, sono dirottati altrove, come nei campi nomadi, o per controllare le persone agli arresti domiciliari».

«I poliziotti cominciano a sentirsi demotivati – continua Giuseppe Di Niro -. Manca la benzina e capita che, durante i giri di perlustrazione o durante gli inseguimenti, rimangono per strada. La cosa assurda, poi, è che molte Questure hanno previsto un servizio di sorveglianza delle ronde: il colmo! Sicuramente i 100milioni di euro previsti per sanare la situazione non bastano: ce ne vorrebbero altri 200milioni».
LA PROPOSTA
«La proposta è di unificare le Forze dell’Ordine: Polizia, Carabinieri e Finanza - suggerische il Sap -. Si risparmierebbe in termini di tempo e di costi. Invece di avere tre sale operative, ne basterebbe una e tutti concorrerebbero ad un solo fine.
Si potrebbero anche usare le macchine blu dei politici, che potrebbero andare a piedi o pagarsi un taxi. Sarebbe anche opportuno rivedere le disparità nel trattamento economico all’interno del corpo della Polizia: chi fa servizio al Quirinale, alla Camera e al Senato, oltre a percepire uno stipendio diverso, gode di numerose indennità. Il governo deve stanziare al più presto i soldi per l´acquisto di nuove autovetture, per la loro riparazione e manutenzione e per il rinnovo del contratto e riordino delle carriere: non è possibile che chi fa servizio alla Camera, al Quirinale o al Senato goda di stipendi migliori e di maggiori indennità».

Protestare è inutile?
«è impossibile! Non è previsto dalla legge che la Polizia possa scioperare».


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