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Inganno & delirio a Las Vegas

Un fisico e un matematico, giocando, spiegano ai ragazzi le trappole che sono alla base di giochi e scommesse e perché il banco vince sempre

Mer 02 Mar 2011 | di Angela Iantosca | Soldi

Win For Life, Slot machine, Superenalotto, Roulette, Gratta e vinci, Lotto, Poker, Black-Jack, Bingo, Scommesse sportive: nel 2009 gli italiani hanno speso in gioco d'azzardo 54,4 miliardi di euro (il 14,4% in più del 2008) e quasi 7 miliardi in più nel 2010. «Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una crescita selvaggia dei giochi proposti dallo Stato italiano, crescita che ha creato e sta continuando a produrre un danno sociale enorme – spiega il fisico Diego Rizzuto -. Proprio partendo da questa considerazione, con il matematico Paolo Canova, ho deciso di trovare un modo per informare i fruitori di questi giochi e i possibili giocatori di domani sui meccanismi matematici che sono alla base di tutto e che inevitabilmente fanno  perdere il giocatore». Usando la matematica come strumento per creare maggiore consapevolezza in un campo in cui molto gioca l'ignoranza delle leggi che governano il caso, Rizzuto e Canova hanno dato vita al progetto “Fate il nostro gioco”. «Si tratta di un progetto ideato per le scuole, le Asl, i Comuni e chiunque voglia ascoltarci. La prima cosa che cerchiamo di far capire è che alla base del gioco c’è il calcolo delle probabilità che ha a che vedere con la vita di tutti i giorni molto più di quanto si pensi».

Quale metodo usate per la vostra “lezione”?
«Usiamo proprio il gioco d’azzardo!».

Il vostro obiettivo?
«Cercare di creare consapevolezza. Noi non siamo nemici del gioco. Ma ciò che vogliamo difendere è il gioco consapevole. Tu, quando bevi, sai che, se esageri, puoi ammazzarti e ammazzare. Ma quanti sanno che il gioco d’azzardo può diventare una malattia e che tantissime persone hanno perso la vita per questo? Fanno la pubblicità progresso sul guidare solo quando si è sobri, sul non drogarsi e poi vedi gli stessi “volti noti” sponsorizzare il poker on line o altri giochi. L’informazione non è completa: ci vorrebbe una pubblicità che informi sui danni che può provocare la dipendenza dal gioco: danni a se stessi ed allo Stato».

Per prima cosa smontate le false credenze.
«Per prima cosa sfatiamo il “mito” dei numeri ritardatari: al gioco del lotto, ad esempio, quando un numero diventa centenario, cioè non esce da moltissimo tempo, in genere tutti puntano su quel numero. In realtà, facendo così, si ignora una cosa importante: ogni volta che si estrae un numero, la probabilità che esca quel numero è sempre la stessa. Tutti dicono che è ovvio, ma se poi si vanno a guardare i dati, si vede che nel 2005, quando per 182 estrazioni il 53 su Venezia non uscì, il numero di persone che puntò su quel numero aumentò notevolmente. E non solo. Se tu fai una ricerca su Google, trovi articoli di cronaca nera di gente che si è ammazzata per inseguire quel numero…». 

Altra falsa credenza è quella di Win for life.
«Si tratta di un meccanismo studiato ad arte che ti dà l’illusione di vincita. Loro ti dicono che vinci sempre e che perdi solo se fai 4, 5, 6. Quindi vinci 8 volte su 11. A questo punto perché non giocare se, apparentemente, ho più chance di vincita? All’inizio c’è stato un boom di giocatori. Ma, analizzando bene il gioco, si evince che la probabilità di finire in uno di quei tre casi perdenti è dell’82%. E se fai 3 o 7, recuperi solo il costo del biglietto».

Altro obiettivo è dare reale percezione della probabilità di vincita.
«Per far questo abbiamo inventato il gioco dei 10 eventi (vedi riquadro sotto). Chiediamo a chi ci ascolta di mettere in ordine di probabilità di accadimento 10 episodi. La gente capisce la reale probabilità di vincita solo confrontando questa con i casi della vita. Quando si vede che matematicamente è più probabile che un asteroide distrugga la Terra o che una persona muoia in un incidente aereo prima di fare 6 al Superenalotto…».

... E lo fate capire anche con i coriandoli.
«Sempre per far capire come sia difficile vincere, abbiamo costruito un grosso metro cubo di coriandoli: per vincere – cioè fare 6 al Superenalotto – il concorrente deve prendere una moneta e fare 6 volte testa; poi si deve immergere bendato in un cubo e prendere l’unico coriandolo rosso che c’è! La probabilità che ciò accada è uguale a quella di vincere al Superenalotto!».

Quale è il margine di guadagno del banco?
«Alla lunga il giocatore deve sapere che perde sempre. C’è un solo gioco equo ed è la tombola organizzata da una zia onesta, perché in quel caso il banco raccoglie i soldi e li ripartisce in premi. Ovviamente un banco che propone un gioco per fini di lucro tiene una percentuale per sé e quello che rimane viene diviso tra i premi».

Come variano le percentuali di guadagno?
«Variano da gioco a gioco. La più bassa è quella della roulette che è “solo” del 2,7 %. La cinquina al lotto, invece, prevede un guadagno per il banco di circa il 90%. Questo significa che, anche se dovessi vincere una volta, alla lunga, ciò che hai vinto lo lasci al banco».

La vostra collaborazione con la ASL?
«Il gioco sta creando, come dicevamo, un danno sociale enorme e ci sono molte Asl che stanno promuovendo il gioco sostenibile. Per ora stiamo lavorando con le Asl di Torino: non abbiamo santi in Paradiso, non siamo figli di politici, quindi abbiamo cominciato dalla nostra città. Con loro andiamo anche nelle scuole: mentre noi parliamo dell’aspetto matematico, loro affrontano il tema sociale e psicologico. Inoltre, da qualche tempo, formiamo i loro operatori: chi lavora con i malati cronici dei giochi deve conoscere in modo approfondito le problematiche e i meccanismi del gioco, perché i giocatori patologici sono espertissimi di tutte le tecniche».

In che scuole andate?
«Nelle scuole medie inferiori e superiori di Piemonte e Val d'Aosta, ma siamo disponibili ad andare ovunque ci sia qualcuno interessato a un pò di sana (e indipendente!) informazione».

Quanti giocatori patologici esistono oggi in Italia?
«I giocatori si distinguono in giocatori sociali, non malati, e in giocatori malati. Questi ultimi sono 700mila, secondo una stima ottimistica. Ma bisogna sapere che ce ne sono moltissimi che sono a rischio e non possiamo quantificarli».

Come è cambiata in questi anni la situazione?
«Nel 2010 in Italia per il gioco sono stati spesi 61 miliardi di euro: 1.000 euro a italiano, neonati e ultracentenari inclusi. Una cifra ancora più impressionante se confrontata con quanto speso per le automobili, 38 miliardi di euro, per i vestiti, 43 miliardi di euro. E ancora più shockante è considerare la cifra che gli italiani spendevano nel 2003: 15 miliardi di euro, circa. In 7 anni la spesa è quadruplicata (Fonte AAMS e Sole24Ore)».

Vi siete interrogati sul perché?
«Da matematici di solito ci limitiamo a dire cose inoppugnabili e matematicamente certe. Ma, sicuramente, possiamo dire che, di solito, per batter cassa ci si inventa un nuovo gioco. Anche se sui 61 miliardi spesi dagli italiani, solo 9 sono andati allo Stato: il resto è stato distribuito tra le vincite, le Società che inventano il gioco, le tabaccherie. Il punto, tuttavia, è un altro: ne vale la pena? Alcune stime dicono che tra un po’ di anni lo Stato arriverà a pagare per il danno sociale provocato dai giochi quanto più o meno quest’anno ha guadagnato dal gioco».

Siete stati contattati dalla ‘concorrenza’, lo Stato, per essere ingaggiati?
«No! Ma, per quanto possa sembrare strano, il nostro lavoro può comportare un risparmio notevole dal punto di vista sociale (in termine di numero di malati), ma anche economico. Quindi per lo Stato saremmo vantaggiosi».

Cosa avete notato lavorando con loro?
«Che la situazione è drammatica, come emerge anche da uno studio fatto dal Cnr: i giovani hanno un interesse esagerato per i giochi, conoscono tutte le regole e spendono la paghetta in questo modo. La loro passione più grande è il poker. Per questo abbiamo deciso di usare la loro passione per spiegare quanto possa essere pericoloso il gioco. Il problema è che questi ragazzi pensano di poter diventare dei grandissimi giocatori, come può essere nel calcio un Del Piero. Con una differenza: il giocatore di calcio, se dopo 5 anni non diventa una stella, non ha perso niente; chi si esercita nel poker per 5 anni giocando e scommettendo, alla fine avrà perso tutto».
 


GLI IDEATORI
I giovani torinesi  Diego Rizzuto, fisico, e Paolo Canova, matematico si sono conosciuti nel 2009, anno in cui hanno deciso di unirsi ed usare la loro passione per la fisica e la matematica per spiegare le regole sottese ad ogni gioco d’azzardo. Sono gli ideatori del progetto-mostra “Fate il nostro gioco”. Info: www.fateilnostrogioco.it 
 


GRATTA E VINCI: COSA NON DICONO
Ci sono molti Gratta e Vinci. Tra questi, Il miliardario. Il costo di ogni biglietto è di 5 euro. Gratti una striscia e trovi un numero. Quindi gratti la striscia sotto per trovare lo stesso numero. In un Gratta e Vinci perdente, se il numero da trovare è il 35, nella striscia sotto ti usciranno quasi sempre numeri in prossimità del 35, ma non quel numero, proprio per ingolosire ancora di più il giocatore e dargli la sensazione di avercela quasi fatta. De Il miliardario vengono stampati lotti composti da 30milioni di biglietti e in ogni lotto solo 5 sono i biglietti da 500mila euro. Dalla vendita dei 30milioni di biglietti lo Stato incassa 150milioni di euro. Di questi, 105 vengono ridistribuiti sotto forma di premi; 45 milioni di euro vengono assegnati a chi organizza il gioco (30%). Il 92% dei Gratta e Vinci vincenti fa vincere 5 o 10 euro: sono così tanti  in modo da creare la dipendenza dal gioco e spingere a comprare un altro biglietto.
 


IL GIOCO DEI 10 EVENTI

Dal più probabile al meno probabile

10° La probabilità di fare testa lanciando una moneta: il 50%

La probabilità di fare due volte testa lanciando una moneta: una su 4

La probabilità che oggi non piova sul monte più alto delle Hawaii (Monte Waialeale) dove piove 350 giorni
        l’anno: 15 su 365

La probabilità che tu che stai leggendo muoia nel 2011 in un incidente stradale: una su 20mila 

La probabilità che la Terra venga colpita dall’asteroide 99942 Apophis nel 2036: una su 120mila

La probabilità che che tu che stai leggendo muoia in un incidente aereo, in Italia: una su 500mila 

La probabilità di avere una scala reale massima servita giocando al poker tradizionale a 5 carte, se il mazzo è
        da 52 carte: una su 649.740

La probabilità di fare 10 + 1 o 0 + 1 giocando al Win for life (probabilità di aggiudicarsi un vitalizio con una
        giocata di 2 euro): una su 1.847.560

La probabilità di indovinare il numero di telefono di casa di Raoul Bova, conoscendo il prefisso: una su 10milioni
        al primo tentativo

La probabilità di aggiudicarsi il jackpot al Superenalotto, giocando con una sola sestina (la giocata minima
        prevista è di 2 sestine): una su 622.614.630
 


TI (RI)DICIAMO COME SI VINCE SICURO
Il metodo per vincere sicuro? Acqua & Sapone l’ha già svelato e due nostri amici, Franco e Gina, l’hanno messe in pratica aggiudicandosi una bella Mini Ray. L’hanno “vinta” semplicemente non spendendo i 1000 euro che mediamente ogni italiano scialacqua in lotterie, scommesse e altri azzardi inutili in un anno. «Per 10 anni, sia io che mia moglie abbiamo evitato di giocare quel gruzzolo – dice Franco – e ci siamo comprati questo gioiellino». «La possibilità di fare “6” al Superenalotto è di una su oltre 622 milioni – interviene la moglie Gina -. «È bastato non buttare al vento quei soldi, che molti pensano di investire, per vincere la nostra fiammante autovettura!».
 


AZZARDO IN CIFRE

80 miliardi di euro: la raccolta prevista dai giochi nel 2011 in Italia (+ 30% rispetto al 2010)

14 miliardi di euro: il giro d’affari per i giochi su  internet (+ 190% rispetto al 2010)

10 miliardi di euro: il giro d’affari previsto per il poker a fine 2011

 


MERCATO IN ESPANSIONE
È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto per i due nuovi settori delle scommesse su  internet: il poker cash, che arriva in primavera, e il casinò on line (roulette, black jack). Per le slot machine virtuali c’è un momento di arresto: i tempi sono lunghi perché i gestori temono che possano interferire con le videolotteries appena sbarcate e che già hanno sedotto milioni di italiani. Il numero di queste è destinato a crescere: sono 800 ed hanno incassato già 1,35 miliardi di euro, ma ora si stanno ultimando 1.500 nuove location (Fonte: Agipronews). 

 


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