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Educare al Mangiare

Come fargli piacere la verdura?

Gio 23 Apr 2009 | di Lucrezia L. | Genitori&Figli

Sarà per la magia dell’Andalusia, sarà perché ero in vacanza in una delle zone più belle della Spagna. Oppure solo perché il piatto a base di fave era davvero gustoso. Sta di fatto che ho vuotato il piatto. Non mangiavo fave da anni, da quando ero bambino e mia madre riusciva a farmene mandare giù qualcuna solo insistendo per un’ora. Soddisfatta dalla mangiata, ho riflettuto sul fatto che da piccola odiavo perfino i fagioli e le lenticchie, per non parlare delle verdure di campo, gli spinaci e perfino la lattuga. E anche la frutta: mi piacevano solo banane e qualche frutto estivo. Per mia madre, che invece amava le verdure cucinate nei modi più naturali, soprattutto lessate, era davvero un tormento riuscire a farmi ingerire qualche vitamina. Ora che la mamma sono io, mi ritrovo con lo stesso problema: è la nemesi della maternità.
Nelle orecchie mi risuona ancora il richiamo di mia madre: “Non fare i capricci”. E mi viene voglia, per reazione, di rispettare i capricci dei miei figli, di elevarli al rango di desideri. E già, perché quelle scelte che da bambini vengono disapprovate, da grandi si chiamano più semplicemente gusti, sui quali nessuno trova nulla da ridire per definizione: de gustibus…
Quando vedo Alessandro respingere un piatto di insalata con la faccia schifata, mi verrebbe voglia di dirgli: hai ragione, piccolo mio, vuoi mettere con una bella cotoletta o una pasta al sugo? Il problema è che quelle raccomandazioni che le mamme ci rivolgevano soprattutto per imporci la sobrietà che era stata insegnata a loro in un’Italia in cui rifiutare il cibo era da pazzi, ecco quelle regole insopportabili hanno un fondamento scientifico, oltre che etico: un’alimentazione variata e ricca, soprattutto di verdure e frutta, non solo fa bene all’equilibrio della propria salute fisica, ma è anche utile per evitare di metter su chili di troppo. E non c’è dubbio che, anche se i gusti esistono, ai sapori ci si abitua, al mangiare bene ci si può educare. E l’età giusta per educare è quella dell’infanzia. Caro Alessandro, come fare per farti mangiare le verdure allora? Per quel che ho potuto sperimentare, la ricetta migliore è non forzarli a tutti i costi (anzi credo che all’asilo abbiano troppo spinto il mio piccolo a mangiare frutta, ottenendo una reazione di rigetto), ma comunque non mollare. Innanzitutto provando a proporre frutta e verdura mischiate nei cibi che a loro piacciono. E poi può funzionare l’idea di coinvolgerli nella scelta delle verdure al mercato, fargliele conoscere già da crude, spingerli a dare una mano nella preparazione, come se fosse un gioco. E cercare ricette fantasiose sia dal punto di vista del sapore che da quello estetico per presentare piatti “verdi”.
Gli esempi sono tanti: polpette di spinaci e di verdure, zucchine o melanzane ripiene di formaggi o carne, purè con dadini di prosciutto o formaggio, spinaci filanti con formaggi, lasagne con ragù di verdure o semplicemente passato di verdure. Il tutto può essere condito con aneddoti sull’alimentazione dei loro personaggi preferiti dei fumetti. In casi estremi esistono anche caramelline alla frutta e verdure che dovrebbero integrare l’alimentazione con vitamine, ma mi sembra che sia davvero un ripiego, perché, al di là dell’equilibrio dei nutrienti, in ballo c’è proprio l’educazione al mangiare che accompagnerà i nostri figli per tutta la vita. Naturalmente tutto questo richiede fantasia, costanza e tempo, tanto tempo. Ovvero la merce più preziosa per un genitore. Il vantaggio è che queste ricette rendono le verdure più appetibili anche per papà e mamma. Tanto che a forza di parlarne mi è venuto un certo languorino. Vado a farmi una bella caponata alla siciliana.


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