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Schiacciati da tasse assurde

Vittime di mostruosità fiscali, nel paese con più tasse d’europa

Mar 29 Mar 2011 | di Patrizia Santo | Attualità
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Sul suolo, in cielo o sottoterra, se sei vivo o se passi all'aldilà, impiegati o disoccupati, studenti e lavoratori, scapoli e coniugati, imprenditori, autonomi e dipendenti, se fatichi o ti diverti... lo spremilimoni fiscale non risparmia nessuno. Siamo tassati ovunque e per qualunque cosa. Tassa sui gradini, sull'ombra, sulle paludi, per ascoltare musica, prendere funghi o avere un cane, per poter uscire con l'auto dal garage o sposarci in Comune e usare il telefonino. Balzelli sui morti, disabili, sfrattati, invalidi e discoccupati; sulla salute, sul soggiorno da cittadino italiano in una città italiana. Su gru e tralicci, sui viaggi in nave o in aereo e persino tasse per pagare le tasse, come bolli e vidimazioni sulle scritture contabili, o per dimostrare che abbiamo pagato, è il caso dei bolli sulle ricevute (da 1,81 fino a 6,80 euro) e persino che siamo proprietari di casa nostra (imposte catastali), o per esporre il tricolore! Odiosi poi i prelievi come la tassa su fogne e depurazione, dovute anche se questi servizi non ci sono. Bocciata dalla Corte Cotistuzionale, questa “estorsione” di Stato è stata subito ripristinata dal Parlamento a febbraio 2009. E ancora: il metano ti dà una mano? Con l'altra ti spreme: il 43% del costo della bolletta del gas va al Fisco. Un sistema che si prende 43,5 euro ogni 100 guadagnati (e dichiarati) dai contribuenti. Anzi, le imprese pagano l'Irap (imposta sulle attività produttive) anche quando sono in perdita.
Una macchina che ci spreme con una fantasia pari solo alla prepotenza che ci mette, ad un ritmo di oltre 60.000 tra nuove leggi, regole e regolette tributarie ogni anno. Nel solo 2010, la normativa fiscale italiana è cresciuta oltre il doppio rispetto al resto d'Europa. Un mare di quattrini rastrellati – in nome della legge - spesso in spregio non solo del buon senso e della pazienza dei contribuenti, ma anche dei due princìpi fondamentali che la Costituzione, madre di tutte le leggi italiane, pone alla base dell'imposizione fiscale: 1) si può obbligare il cittadino a pagare solo in base ad una ben precisa previsione di legge; 2) ogni contribuente mette la propria parte per sostenere la spesa pubblica sulla base della propria capacità di pagare, cioè in base ai soldi che guadagna. Infatti, molte volte i balzelli non arrivano con legge e non tengono conto delle reali condizioni economiche delle persone. Il nuovo dossier “Balzelli d'Italia”, stilato dalla Confesercenti, mostra quanto si sia lontani da tali elementari regole in Italia, paese con il carico fiscale complessivo più alto per le aziende in Europa: 68,6% dei profitti, rispetto a una media europea del 41,2%. A tal proposito, in uno studio della Banca Mondiale, il Fisco italiano risulta tra i peggiori al mondo, al 167° posto su 183 paesi. Fermo restando che al livello europeo siamo quelli con più evasione fiscale, con il 54,6% del reddito imponibile evaso (dati KRLS Network of Business Ethics). 
Il Fisco bastona chi paga in ritardo, con interessi sulle somme pagate in ritardo. Ma quando deve rimborsare, dà interessi più bassi di quelli che pretende dai morosi. E poi inverte l'onere della prova: è il contribuente a dover domostrare che un dato balzello che gli viene richiesto gli è stato in realtà appioppato per errore, al contrario di quanto accade all'estero. Occhio poi al Fisco, cinico e baro, che diventa “buono”, regalando condoni, non crediate di poter stare al sicuro: il condono sull'Iva del 2003 non vale più. Si sono dovuti rimangiare la parola, dopo che la Corte di Giustizia Europea ha stabilito che quel condono è contrario al diritto comunitario. E così ora chi si era messo in regola facendosi condonare, rischia di vedersi piombare addosso Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza. Se vuoi fare ricorso tributario, ogni atto ti costa 24 euro, e per difenderti in tribunale la mazzata in marche da bollo può arrivare a centinaia di euro.  
E se vinci, oppure ottieni uno sgravio o un'agevolazione, hai poco da brindare... quel bicchierino di grappa o cognac è ancora gravato dall'accisa sugli spiriti! Pazienza, ci svagheremo al cinema o a teatro. Sul quale pesa il “diritto erariale sui pubblici spettacoli”, comprese le feste private in luogo pubblico. Che brutto film questo Fisco! Intanto, crescono a dismisura i finti-poveri pieni di soldi (+6,7% nel 2011): il 64% degli yachts che circolano in Italia, sono intestati a nullatenenti o a pensionati con la social card usati come prestanome di agiati evasori fiscali. Lo rileva una nuova inchiesta condotta da KRLS Network of Business Ethics per conto dell'Associazione Contribuenti Italiani. 
I poveri paperoni in barca, lo Stato galleggia e i contribuenti onesti... in bolletta!  

 


 

• Tassa per parlare 
Sui telefonini: 5,16 euro per i contratti ad uso privato e 12,91 euro per i contratti d'affari. Amministrazioni statali, membri della Guardia di Finanza ed agenzie fiscali sono esentati...

• Tassa sulla musica  
Oltre ai diritti Siae, bar e ristoranti che mettono musica pagano anche da 120 a 660 euro l'anno al Consorzio fonografici SCF (cioè alle case discografiche). A SCF pagano pure i negozi che diffondono musica (da 120 a 550 euro l'anno). 

•Tassa sui gradini 
Imposta facoltativa che i Comuni affibbiano ai proprietari di case con scalini d'ingresso sulla pubblica via.

• Tassa sui tombini 
Il “canone ricongitorio” è un'imposta comunale su pozzetti, botole, tombini, griglie e qualsiasi altro manufatto su suolo pubblico.

• Tassa sull'ombra 
A carico dei proprietari di locali che ‘invadano’ con tende esterne marciapiedi, vie, piazze. È considerata occupazione di suolo pubblico.

• Tassa... da cani
Sul possesso di cani introdotta nel 1918 è stata riesumata da alcuni enti locali, e altri faranno altrettanto. Dai 20 ai 50 euro l'anno, in base alla taglia del cane. 

• Tassa sulla bandiera
Ad un albergatore di Desio, in Lombardia, la società di riscossione delle imposte comunali ha chiesto 280 euro per le bandiere italiana ed europea esposte all'ingresso dell'hotel. 

• Tassa sulla “memoria”
Oltre che sui masterizzatori per copiare Dvd e Cd coperti da diritti d'autore, dal 2010 grava su qualunque dispositivo di memorizzazione, compresi cellulari, computer, hard disk esterni, pen drive e simili, perché potrebbero essere usati per memorizzarvi dati coperti da diritto d'autore.

• Tassa sullo svago
Su tutti gli spettacoli, teatrali e cinematografici, si paga il “diritto erariale sui pubblici spettacoli”, comprese le feste private in luogo pubblico. Da luglio e fino alla fine del 2013, scatta inoltre la nuova tassa sul cinema: un euro in più sul biglietto. 

• Tassa televisiva
Il “canone Rai” è su tutti gli apparecchi atti o adattabili a ricevere radioaudizioni, anche se uno non ne fruisce. Il governo vuol trasferirla sulla bolletta elettrica, poiché avere la corrente viene considerato come ‘prova’ del possesso di un televisore. Albergatori e negozianti pagano pure la tassa di concessione governativa per radio e tv.

 


 

Dichiarazione dei redditi: un rebus
Un costo in più che si paga al Fisco è quello in tempo e pazienza per dirgli su quali somme ci deve tartassare: nel 1993 il modello di istruzioni per la dichiarazione dei redditi Irpef nella sua versione “base” aveva 31 pagine. Ora le pagine sono diventate 126...

 


 

Tasse sui morti

Tassa sul defunto: 35 euro per il certificato Asl di constatazione del decesso.

Tassa sulle ceneri: per chi si fa cremare, circa 100 euro di imposte di bollo sulla domanda di affido personale delle ceneri, sull'autorizzazione e sulla domanda per disperderle. 

Tassa sulla bara: 58 euro più due o tre marche da bollo da 14,62 euro ai Comuni in cui è avvenuto il decesso.

Lumini salati: una lampadina da tomba costa meno di un euro l'anno. Ma i gestori dei cimiteri in media prendono molto di più (ad es. 16,58 euro a Milano e 24,24 a Roma).

 


 

Auto-tartassati
Circa 200 euro di imposta provinciale di trascrizione, più l'imposta di bollo per il Pubblico Registro Automobilistico, targa, Dipartimento trasporti terrestri, costi di esazione postale. 29,24 euro per l'immatricolazione, 20,92 euro per emolumenti Aci. Sull'assicurazione, poi, si pagano tre tasse in un colpo solo: una la incassa la compagnia e le altre due vanno al Servizio Sanitario Nazionale e al Fondo vittime delle estorsioni e dell'usura. E le Regioni ci aggiungono l'IRAB, imposta facoltativa in vigore in Molise, Campania, Marche, Liguria e Piemonte. Oltre alla tassa regionale sulla proprietà del veicolo. 

 


 

Luce: bolletta furbetta
Sulla bolletta elettrica gravano, per circa il 14% della spesa totale lorda di un cliente domestico medio, l’imposta erariale di consumo (accisa) e l’addizionale erariale, applicate alla quantità di energia consumata. A queste si aggiunge l’IVA al 10%. Anche qui col trucco: la calcolano due volte, una  sul consumo (“quota energia”) e poi sul totale comprensivo di “quota fissa” e “quota di potenza” sommati all'addizionale comunale. E così paghiamo l'Iva sull'Iva. Inoltre, sulla bolletta della luce paghiamo per compensare i “costi irrecuperabili” dell'Enel privatizzata. Altra bufala delle finte liberalizzazioni: utili ai privati, senza vera concorrenza, e debiti ai cittadini (tipo Alitalia). Una voce occulta, quell'1,54% del costo totale della bolletta per smantellare le vecchie centrali nucleari, quasi il triplo di quanto destinato agli utenti in difficoltà economiche. Sotto la voce “oneri generali di sistema” si annida la gabella del 4,3% a favore delle fonti rinnovabili e “assimilate” (cioè fonti sporche come gli inceneritori, centrali a metano turbogas o a scarti di raffineria). A queste ultime finte rinnovabili sono andati in 20 anni la maggior parte di questi soldi, circa 30 miliardi di euro in 20 anni. E poi c'è la EF-EN, tassa per l'“uso efficiente dell'energia”, 45 milioni di euro versati dai gestori allo Stato. 

 

 
 


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