acquaesapone Soldi
Interviste Esclusive Viaggi Editoriale Inchieste Io Giornalista TV/Cinema A&S SPORT Zona Stabile Rubriche Libri Speciale Cannes

Una tassa contro il cinema

Da luglio il biglietto aumenta di un euro e a farne le spese saranno solo lo spettatore e le piccole sale

Mer 30 Mar 2011 | di Armando Marino | Soldi

C’è qualcosa che non torna nelle sale cinematografiche d’Italia. Qualche settimana fa sono incappato quasi per caso in un film italiano decente (francamente non mi sembra che ce ne siano molti). Si intitola “Into paradiso” ed è l’opera prima della regista Paola Randi. Mostra con ironia uno spaccato inedito di Napoli vista con gli occhi degli immigrati dallo Sri Lanka ed è un film leggero nei toni ma mai sciocco. Almeno a mio giuidizio, chiaro. Ma non correte nei cinema: la pellicola è già sparita. Nel cinema dove sono andato io, uno piccolo, lo proiettavano in esclusiva per tutta la città e, nonostante questo, in tutta la sala eravamo in quattro. La bigliettaia mi ha spiegato che anche nel fine settimana erano venuti in pochi e che il weekend successivo l’avrebbero tolto dalla programmazione: dunque, “Into paradiso” è stato proiettato per una settimana in tutto.

Dal prossimo luglio, entrerà in vigore la norma contenuta nel decreto Milleproproghe che prevede l’aumento di un euro del biglietto del cinema, una tassa sui film che pagherà lo spettatore in favore dei produttori cinematografici, perché la somma sarà destinata a finanziare gli sgravi fiscali per l’industria italiana del grande schermo. Gli sgravi, teoricamente, non sono destinati a tutti, ma solo a quei produttori che reinvestono gli utili dei film che fanno più soldi, tipo i cinepanettoni, in pellicole di qualità. Cosa dimostra a tal proposito il caso di “Into paradiso”? Secondo me, rende evidente che la nostra industria ama poco rischiare con autori nuovi. Anche se produce film di qualità come questo, poi non investe abbastanza per promuoverli. Ho chiesto a molti amici se avessero visto “Into paradiso”. Il problema è che nemmeno uno ne aveva sentito parlare. E questo certamente non aiuta a riempire la sala. I cinepanettoni incassano. Ma è anche vero che sono preceduti da un pressante battage pubblicitario. è così che i produttori italiani reinvestono gli sgravi fiscali pagati dai cittadini? In tutto questo si registra la comprensibile protesta delle sale cinematografiche che temono un effetto boomerang: l’aumento del biglietto potrebbe finire con lo svuotare ancor di più i cinema. E per quelli piccoli, collocati nei centri storici delle città, potrebbe essere un contraccolpo difficile da assorbire. E sono proprio queste le sale che trasmettono i film più interessanti e meno scontati. Siamo proprio sicuri che la tassa sul cinema aiuterà le pellicole di qualità?


Condividi su: