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Voglio occuparmi (solo) della famiglia

Le donne vogliono rinunciare al lavoro fuori casa… forse perché è tutto sempre sulle loro spalle?

Mer 30 Mar 2011 | di Angela Iantosca | Attualità

Manager, Dea Kalì, multitasking e poi madre, nuora, figlia, compagna, ospite impeccabile, padrona di casa, ma non del suo spazio e non del suo tempo, e poi perfetta, elegante, raffinata, sportiva, con i tacchi, senza tacchi e, soprattutto, mai stanca! Ma ora basta: sembra che la voglia a tutti i costi di arrivare ovunque, fare tutto, affermare la propria indipendenza, le proprie capacità e al contempo la propria infinita propensione alla famiglia abbiano raggiunto il limite massimo.

E la domanda che in molte - compresa la sottoscritta - si stanno ponendo è la seguente: “ma c’è davvero bisogno di correre dietro a tutto per essere felici?”; “ma davvero conviene lavorare 10 ore al giorno, fare le manager, poi occuparsi dei figli, avere sempre un occhio sul computer mentre si mescola la pappina?”. Non è una questione di ruoli. è una questione di energie e di necessità di vivere davvero la propria vita. Perché, dunque, correre così tanto e non vivere mai nessun momento fino in fondo?

IL SOGNO DELLA VITA TRANQUILLA 
Secondo una ricerca di mercato realizzata nel 2008 dalla Procter&Gamble risulta che sono sempre più le donne tra i 25 e i 40 che sognano una vita tranquilla e che amano passare il tempo libero in casa e prendersene cura. Nel 2010 l'indagine It-Silc dell'Istat ha rilevato che il 34% delle donne tra i 30 e i 39 non lavora e non è in cerca di occupazione. I risultati della ricerca più recente, "SorElle d'Italia", commissionata dal mensile Elle all'Istituto Piepoli, mettono in evidenza che ciò che rende più felici le trentenni è nel 47% dei casi il rapporto di coppia, nell'11 il considerarsi buone madri.

TUTTO SULLE SPALLE DELLE DONNE
E tutto questo, forse, perché casa, figli, famiglia continuano ad essere tutti sulle spalle delle donne. La loro emancipazione, il loro ‘essere nel mondo’ non ha visto, di pari passo, una riduzione del suo ruolo all’interno della casa e una più equa distribuzione dei lavori. Basta un dato per capire la realtà: il 76,2% del lavoro familiare delle coppie è ancora a suo carico, un valore di poco più basso di quello registrato nel 2002-2003 (77,6%). A dircelo è l'Istat, che dal 1° febbraio 2008 al 31 gennaio 2009 ha condotto la terza edizione dell'indagine multiscopo sull'uso del tempo, intervistando un campione di 18.250 famiglie e 40.944 individui. Nelle coppie in cui la donna ha tra i 25 e i 44 anni si evidenzia una forte diseguaglianza nella distribuzione del lavoro, fenomeno trasversale a tutto il Paese, anche se nel Nord raggiunge sempre livelli più bassi. Le differenze territoriali sono più marcate nelle coppie in cui lei non lavora. Si arriva al 70% del lavoro sulle spalle delle donne solo nelle coppie settentrionali in cui lei lavora e non ci sono figli, e nelle coppie in cui la donna è una lavoratrice laureata (67,6%).

QUESTIONE DI POCHI MINUTI
A fronte di un "sostanziale" aiuto da parte degli uomini, registrato negli ultimi anni, la durata del lavoro familiare della donna cala di 15 minuti, ma tale tendenza non riguarda tutte le donne: esso si concentra sulle madri e in particolare sulle madri lavoratrici, per le quali il tempo di lavoro familiare scende da 5 ore e 23 minuti a 5 ore e 9 minuti. Ad una riduzione del tempo dedicato ai lavori domestici, tuttavia, corrisponde una lieve crescita del tempo dedicato alla cura del bambino.

E GLI UOMINI?
Dalle stesse indagini risulta stabile il tempo dedicato dagli uomini al lavoro familiare (un’ora e 43 minuti), mentre diminuisce il numero di quanti, in un giorno medio, svolgono almeno un'attività di lavoro familiare (dal 77,2% al 75,9%). Solo in presenza di figli e di una partner occupata si evidenzia un incremento di 9 minuti del tempo di lavoro familiare, che riguarda soprattutto il lavoro di cura dei bambini fino a 13 anni (+ 6 minuti), e a cui corrisponde un aumento di circa due punti percentuali anche nella frequenza di partecipazione. Ma i mutamenti dei comportamenti maschili restano sempre lenti e limitati...


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