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Gluten-free

Nuova realtà… ancora sconosciuta!

Ven 01 Mag 2009 | di Aurora Acunzo | Io Giornalista

La celiachia è l’intolleranza alimentare permanente al glutine, sostanza proteica presente nel frumento e in altri cereali come avena, orzo, segale, farro, kamut, spelta e triticale.
La funzione principale svolta da questa proteina è quella di “collante”, ossia  tenere insieme la farina di grano per consentirne la panificazione.
Nel soggetto geneticamente predisposto l’ingestione di alimenti contenenti glutine, anche se solo in piccole quantità, determina una reazione immunitaria a livello dell’intestino tenue, dando origine ad una infiammazione cronica che ha come conseguenza la scomparsa dei villi intestinali, accompagnata da una sintomatologia variabile da caso a caso.
La celiachia può colpire in qualsiasi fascia di età: il bambino e l’adulto, in qualsiasi periodo della vita, spesso dopo un evento stressante, come una gravidanza o un intervento chirurgico. Dopo la diagnosi, il celiaco deve imparare a convivere con una cura “insolita”: eliminare dalla propria dieta il pane e la pasta, alimenti che nella nostra società hanno assunto un valore simbolico, non è sicuramente facile. Tuttavia, l’impatto negativo di questa restrizione alimentare può essere superato con l’aiuto della fantasia e della conoscenza. Quello che nessuno sa è che il celiaco NON è una persona MALATA! Si usa spesso dire che, una volta diagnosticata, la celiachia non è più una malattia, ma solo una condizione di vita. Eliminare il glutine infatti non significa privarsi di un nutriente necessario: la dieta senza glutine può essere più salutare di quella con la colla glutinosa, per tutti, non solo per i celiaci.
Per i giovani, sempre più numerosi, rispettare una dieta rigorosamente priva di glutine, pur non essendo drammatico, pone una serie di problemi psicologici e pratici. Pochi sono ancora gli esercizi informati, poche quindi le possibilità di godersi una pizza, un panino o un dolce senza la necessità  di allontanarsi dalla propria città o senza l’obbligo di prenotazione.
Il sabato sera, per esempio, i celiaci sono costretti a mangiare prima di uscire o a restare digiuni o ancora peggio a lasciarsi andare a degli “strappi” per la fame, la noia o la semplice golosità… con le conseguenze dannose che l’assunzione di questo “Nostro Nemico” provoca in primis al nostro intestino.
Ci vorrebbe una maggiore sensibilizzazione, un maggiore interesse ed una più ampia disponibilità di pizzerie, pub e ristoranti che, data la diffusione a macchia d’olio di questa intolleranza, ne ricaverebbero anche enormi profitti.
Si tratta quindi di un appello ai ristoratori di guardare al futuro, di informarsi alle procedure da adottare e adeguarsi quindi a questa nuova realtà.
Questo comporterebbe un netto miglioramento dello stile di vita dei celiaci, evitando così che questi si debbano sentire DIVERSI e inadeguati. Anche perché noi non siamo diversi… siamo nati senza glutine: quindi tele dieta è la nostra dieta naturale!!!           


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