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Quanto sono sempre sorprendenti i bambini

Perché i bambini odiano la musica... della scuola?

Lun 06 Giu 2011 | di Lucrezia L. | Genitori&Figli

L’altro giorno ero a casa di mio nipote di 9 anni e parlavamo della scuola. Gli ho chiesto quale fosse, secondo lui, la materia più noiosa di tutte. Pensavo mi avrebbe risposto scienze, a causa di quegli invertebrati con i nomi strani, o matematica. Tutto potevo immaginarmi fuorché la risposta che mi ha dato: “Musica, io odio la musica”. “Ma come, sei stai tutto il tempo su youtube a vederti videoclip o su emule a scaricarti le canzoni che carichi sul tuo mp3!” “Io odio la musica della scuola”. “ E perché?”. “Perché facciamo flauto, è noioso e il maestro è severo, mi viene il fiatone a suonare, non sono capace e vogliono fare pure il concerto alla fine dell’anno, io piuttosto mi dò malato!” Strano, mi sono detta. E allora ho chiesto a tanti altri bambini che conosco se a loro piacesse fare musica a scuola. La maggioranza mi ha detto di no. Che peccato. Viviamo immersi nella musica, quella che ti fa rilassare nel salottino di casa con il dolby surround, quella che ti fa correre al parco con le cuffiette, quella che vedi su mtv o sul computer, quella che vuoi condividere subito su facebook con gli amici, e anche quella della pubblicità, dei cartoni, dei musical... eppure non è la scuola a veicolare questa passione. Il giorno stesso ho preso mio nipote e l'ho portato a Tecnotown a Villa Torlonia, a Roma. Un museo delle tecnologie modesto ma molto interessante. La sala che volevo mostrargli era proprio quella della musica. Una stanzetta con una decina di campionatori. Ci hanno dato due bacchette a testa (c'eravamo solo noi, peccato…) e via! Abbiamo iniziato a “comporre” su queste minibatterie elettroniche. è stato divertentissimo, potevamo cambiare ogni volta il suono dei tasti e passare dal jazz al rap in un nanosecondo. Vedevamo i nostri suoni riprodotti come onde su un computer davanti a noi e registravamo la nostra jam session. Dopo, la tutor che ci guidava ci ha fatto cantare “Fabrifibra” al microfono! In un clic ha montato la nostra canzone sulla musica et voilà: un'opera artistica realizzata. Ci siamo deliziati ancora un po' a modificare la voce con alcuni effetti facilissimi ma di grande impatto e il lavoro è stato completato. Avessimo avuto una chiavetta usb, ce lo saremmo pure portato a casa.
Non dico che tutte le classi dovrebbero avere un campionatore, ma insegnare ad amare la musica anche attraverso le nuove tecnologie dovrebbe essere un obbligo oggi, come studiare Napoleone.
Per esempio, si potrebbe imparare a suonare con l'applicazione per telefonino Magic Piano. Chi l'ha realizzata è un genio, si chiama Lang Lang, a 5 anni si esibiva nel suo primo recital, a 13 suonava Chopin alla Concert Hall di Pechino e adesso, a 28 anni, è uno dei più grandi musicisti esistenti. Voleva realizzare un programma che avvicinasse alla musica i neofiti e che servisse agli esperti. Qualcosa di estremamente semplice. Ha inventato questo schermo bianco e nero dove muovi i polpastrelli e suoni. Oppure segui le stelle cadenti, piccole luci luminose che scendono dall'alto, e riproduci pezzi famosissimi. Su youtube è facilissimo trovare il video di Lang Lang che, durante un concerto, suona magistralmente “Il volo del calabrone” con l'Ipad. Puoi perfino modellare la forma del pianoforte, renderlo ondeggiante o sinuoso come un vortice. La cosa incredibile è che si può suonare con qualcuno che in quel momento è in Australia. L'ho scaricato (tanto è gratis) per mio nipote e lui ci ha giocato per quasi un'ora. Giocato sì, perché questo deve essere la musica. Uno svago, non un dovere.


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