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Informazione & cetrioli

Quando il giornalismo diventa incredibile

Mar 21 Giu 2011 | di Francesco Buda | Media
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Cetrioli killer. No, colpa dei pomodori e dell'infida insalata. Macché: il nemico pubblico numero uno sono i germogli di soia o forse gli infidi fagioli. Anzi no. Questa la tempesta di titoloni e allarmi sparati da Tg e giornali, nel bel mezzo della più grave sciagura nucleare di tutti i tempi tuttora in corso in Giappone. 

E così dopo polli, volatili e maiali, sbattuti in prima pagina per via dell'influenza aviaria e poi suina, la fattoria della paura a mezzo stampa stavolta ha puntato sugli ortaggi, incriminati per via dell'escherichia coli. Questo batterio si trova normalmente nel nostro intestino ed il suo veicolo principale è l'acqua. Ebbene: quanti sanno che fino all'anno scorso questo batterio - che pullula nelle acque reflue di tutti i comuni - non era nemmeno preso in considerazione ai fini della dichiarazione di balneabilità delle nostre coste? Soltanto ora, obbligati dall'Unione Europea, si è cominciato ad analizzare quanta escherichia c'è nelle acque delle nostre spiagge. Questo parametro, insieme agli enterococchi intestinali, in Italia è adesso l'unico ad essere verificato dalle autorità sanitarie per stabilire se ci si può fare il bagno o no. Questi due batteri sono i più pericolosi, responsabili di infezioni e malattie connesse. Eppure, fino al 2010 non venivano analizzati. E se adesso li monitorano, va pure detto che le analisi vengono eseguite solo una volta al mese anziché ogni due settimane, com’era per gli altri 19 parametri ora aboliti. Sì, avete letto bene: tutte le altre sostanze e gli altri indicatori della qualità dell'acqua di balneazione prima considerati ai fini della balneabilità, non vengono più analizzati. Tutti cancellati. Persino la torbidità, i residui di detersivi e saponi, oli minerali (tipo lubrificanti delle auto), salmonella e ph. Ecco perché quest'estate la balneabilità sulla quasi totalità delle coste italiane è classificata “eccellente”. È diventato quasi impossibile dimostrare l'inquinamento. Quindi tutto a posto sulla carta. Occhio non vede, cuore non duole. Mentre si faceva il processo alla verdura, quanti ci hanno detto che ormai non analizzano più le foci di fiumi, fossi e canali stabilmente inquinati, perché ormai considerati compromessi irrimediabilmente? E allora dov'è tutta questa emergenza per l'escherichia coli? Dov'è tutta questa attenzione alla salute pubblica? Chi ci informa sulla reale situazione delle risorse idriche in Italia? O che i depuratori dove passano tonnellatte di escherichia, quando ci sono, non di rado funzionano male, specialmente d'estate nei luoghi turistici che si riempiono di bagnanti? Chi informa e garantisce la sicurezza di quei bagnanti dai pericolosi batteri? 

I batteri divenuti star delle cronache si diffondono essenzialmente con l'acqua. Ma nessun Tg lancia l'allarme sulla preoccupante e penosa situazione dei reflui, pieni zeppi di escherichia coli: circa il 30% degli italiani non è servito da fogne e depuratori. Fermo restando che poi, per legge, la casta obbliga gli utenti a pagare lo stesso questi servizi anche se non vengono forniti. 

E a proposito di soldi, la paura sparsa in Tv e sui giornali, è costata centinaia di milioni di euro al settore ortofrutticolo, per  mancate vendite. L'eurodeputato spagnolo Francisco Sosa Wagner ha chiesto un risarcimento ai coltivatori di cetrioli per «l'onore perduto». Chissà se anche qualche giornalista chiederà altrettanto per la propria categoria. «Due lettori italiani su tre manifestano diffidenza nei confronti delle informazioni che leggono. Fiducia e rispetto per i giornalisti sono in declino da tempo, e non solo a livello nazionale, visto che oggi solo il 33% dei cittadini nell’Europa Occidentale e il 43% negli Stati Uniti è convinto che il giornalismo sia ancora credibile», spiega il Dipartimento cultura, etica e qualità dell’informazione dell'Associazione Stampa Romana. Secondo una ricerca per l’Ordine dei giornalisti della Lombardia, sette cittadini su 10 pensano che i giornalisti italiani non scrivano cose affidabili, e il 59% ritiene che “esagerino, drammatizzino, gonfino le notizie”, mentre il 55% ne dà una valutazione “pessima” o “cattiva”. Sarà mica colpa del cetriolo?
 


Acqua&Sapone denunciò subito la bufala ah1n1
Quando è stata fatta scoppiare la psicosi della pandemia di influenza suina, Tg e giornali hanno alimentato la paura per più di un anno. Acqua & Sapone ha dato invece spazio subito a quei medici che denunciavano che la AH1N1 sarebbe stata una semplice influenza, più mite della solita influenza stagionale, e che dietro l’allarmismo c’erano interessi economici e di potere. Tanto che poi, a gennaio 2010, il presidente della Commissione Sanità del Consiglio d'Europa, il medico ed epidemiologo Wolfang Wodarg, l'ha definito «uno dei più grandi scandali sanitari del secolo». A settembre 2009 abbiamo pubblicato l'articolo “Tg e AH1N1” e a febbraio 2010 ribadimmo il concetto con l'articolo “Tg e paura”.
 


Credibilità dei Tg secondo il pubblico
“Yes, credibility - La precaria credibilità del sistema dei media”, è la ricerca sull’affidabilità dell'informazione e della comunicazione in Italia. Svolta da un gruppo di esperti, stila la classifica della credibilità percepita dei principali telegiornali nazionali: in testa Sky Tg24. Il servizio pubblico Rai, che dovrebbe essere il massimo in autorevolezza e serietà, è al 2°, 5° e 6° posto. Peccato che non figuri l’ottimo Rai News 24. Un bel risultato per Sky, di proprietà dello spregiudicato imprenditore australiano Rupert Murdock, noto per altri primati: negli anni ’70 “innovò” il settimanale inglese The Sun puntando sulla classe operaia desiderosa di articoli frivoli. Infarcì il giornale di cronaca rosa e foto di donne semivestite o nude. Poi comprò News of the World, il giornale degli scandali sessuali. Quindi ha cambiato The Times, celebre quotidiano britannico, dedicando spesso la prima pagina a gossip, notizie scabrose e cronaca nera. Murdoch è noto anche per come condiziona politicamente i lettori.

1. Sky Tg24

2. Tg3

3. Tg La7

4. Tg5

5. Tg2

6. Tg1

7. Studio Aperto

8. Tg4


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