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Il fuoco della libertà

Non volevo farmi sacerdote e non mi piaceva una fede basata sulle regole

Ven 29 Lug 2011 | di Padre Angelo Benolli - Fondatore e Presidente di Italia Solidale | Italia Solidale

Tutte le volte che nella mia infanzia non vivevo completamente la persona, la libertà dei figli di Dio, le relazioni d’amore, non stavo bene. In questo non stare bene mi sentivo sempre chiamato a qualche cosa che doveva fiorire. Ho trovato delle difficoltà in questo: più che nella mia famiglia, proprio nel tipo di fede che si insegnava, una fede che non rispettava profondamente lo sviluppo della persona, ma era spesso di tipo legale, basata su regole. Questo fatto mi poneva in confusione, ed io non volevo questa confusione. Per fortuna dentro di me sentivo sempre il fuoco della libertà, dello sviluppo di vita. E per questo fuoco di sviluppo di vita cercavo relazioni vere, in ogni ambito del mio sviluppo. Tante volte però l’amicizia non era sufficientemente sincera, perché c’erano molti condizionamenti che rendevano difficile un’autentica espressione e relazione. Ricordo che nell’età dello sviluppo volevo sempre essere libero. Non volevo farmi sacerdote.

Una sera ero sul lago di Garda, in un posto molto bello, sulla rocca di Garda, un altipiano a 150-200 m a picco sul lago. Era uno spettacolo, una visione bellissima. Dietro la Rocca si sentivano i camaldolesi che cantavano canti gregoriani. In tutta quella armonia mi è venuta voglia di farmi sacerdote. Questa situazione mi è sembrata strana, non capivo niente. Da lì ho iniziato a cercare di vedere se questa era la mia vocazione. Ad essere sincero, anche quando sono entrato con i sacerdoti, non ero contento di quello che vedevo. Di nuovo non ero contento del tipo di relazioni, e dello stesso tipo di formalismo che già avevo conosciuto negli ambienti in cui ero vissuto. Allo stesso tempo mi piaceva il rapporto di libertà personale ed il rapporto con Cristo, per entrare veramente nel rapporto con gli altri. Il mio sacerdozio come sviluppo, scelta personale e vocazionale, l’ho vissuto all’Università Gregoriana a Roma, dove ho trovato veramente gioventù meravigliosa, professori davvero in gamba. Ho proprio visto la bellezza di cosa è il sacerdozio ed ho scelto la mia vocazione, ho capito che da sempre ero su questa linea di espressione mia senza riduzione con gli altri, di espressione sacramentale nel rapporto con Cristo, per essere veramente nel mondo di oggi nel modo più attuale di oggi: questo era quello che veramente cercavo e mi piaceva. Non che io rifiutassi la donna, ma per me il sacerdozio è più sessuato del rapporto con la donna.

Per conoscere meglio l’autore leggi l’intervista “Un vulcano di gioia e di amore per i bimbi”

 

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