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Io viaggio da sola

In contatto diretto con me stessa e con la natura

Gio 23 Apr 2009 | di Alessandra Manni | Bella Italia

"Il viaggio è una specie di porta attraverso la quale si esce dalla realtà, come per penetrare in una realtà inesplorata che sembra un sogno". Questa citazione di Guy De Maupassant descrive pienamente ciò che ho vissuto durante il mio ultimo viaggio. Non che sia andata chissà dove o fatto chissà cosa, la vera particolarità della mia ultima vacanza è che l'ho ideata, organizzata e vissuta completamente da sola... ed è stato bellissimo! Quattro giorni, in giro con la mia auto, per l'Umbria: Assisi, Gubbio, Perugia, Castiglione del Lago, Todi sono state queste le tappe del mio mini-tour, vissute così intensamente, che non vedo l'ora arrivi la prossima estate per ripetere quest'esperienza. Inizialmente l'idea di partire da sola non mi entusiasmava molto. Mi sentivo bloccata da diverse paure che mi facevano desistere: quella di perdermi, di incontrare persone sbagliate, di bucare una gomma... insomma, più che una vacanza piacevole era diventata un “tour delle paure”! Allo stesso tempo, però, sentivo un gran bisogno di svagarmi e di mettermi in gioco: ho sempre amato sperimentare situazioni nuove che potessero tirare fuori il mio carattere. 
Così, visto che da tempo volevo visitare l'Umbria, ma in quel momento non ho trovato nessuno in grado di poter condividere con me quest'esperienza, ho deciso di partire da sola.

LE PAURE... DEGLI ALTRI
I primi tempi, il confronto con gli altri sul mio viaggio è stato abbastanza problematico: non c'era persona che non avesse da dire la sua! Trovavo questo molto fastidioso, perché, invece di rispettare la mia decisione, i più cercavano di bloccarmi e di farmi cambiare idea: come se dovessero partire loro! Una delle affermazioni che più mi è rimasta impressa è quella di un ragazzo che abitava vicino a me, che, con aria sbalordita e contrariata, ha esclamato a gran voce: “Vai da sola?! Ma pensa che noia!”. La mia risposta è stata una grande risata, in quanto, paradossalmente, capivo cosa volesse dire. Quando stai da solo, devi per forza fare i conti con te stesso: è una situazione che ti porta inevitabilmente a sentirti e scoprirti di più... ma non è sempre una cosa piacevole e facile. Anzi! Quindi, che sia la noia, la paura degli altri o il timore degli imprevisti, c'è sempre una scusa buona per evitare di guardarsi veramente dentro. Non è un giudizio negativo verso nessuno, ma è un dato di fatto: la solitudine spaventa! Una delle conseguenze di tutto questo è che molte persone, non avendo avuto la fortuna di sperimentare la propria libertà personale, sono diventate dipendenti dagli altri. E specialmente in Italia, tra genitori “super-presenti” e figli “mammoni”, non siamo abituati a poter contare prima di tutto su noi stessi, con conseguenze disastrose sull'indipendenza necessaria ad ognuno di noi.
In ogni modo, ho avuto la forza di staccarmi dalle mie paure e quelle degli altri ed ho potuto fare una delle esperienze più belle della mia vita.

SPERIMENTARE LA LIBERTÀ PERSONALE
Per tutto il viaggio ho provato un'esilarante sensazione di libertà! Per 4 giorni ho seguito solamente le mie sensazioni e la mia curiosità: ho camminato per ore tra i vicoli dell'incantevole Assisi, per i bellissimi viottoli di Gubbio, per la caotica Perugia, per quella bomboniera che è Castiglione del Lago e per la faticossissima Todi: ultima tappa tutta in salita! I momenti che ricordo con più piacere sono state le improvvise deviazioni di percorso che decidevo al momento: la più bella è stata quella che ho fatto sul Lago Trasimeno, in un angolo di spiaggia, sotto l'ombra degli alberi, dal quale si potevano ammirare le tre isole del lago.
L'unico vero compagno di questa mia gita fuori porta è stato il navigatore (grande invenzione!). Per il resto altra tecnologia non c'era, se non il telefonino, vera “gabbia” del XX secolo, che è stato per la maggior parte del tempo spento. Ho sentito proprio la necessità di staccarmi da interferenze esterne e dedicarmi solo a quello che stavo vivendo in quel momento: la natura meravigliosa, gli edifici storici, le chiese, i castelli... e soprattutto stavo sperimentando me stessa in una situazione a me sconosciuta. Ad Assisi mi sono accorta di una cosa importante: non ero l'unica viaggiatrice solitaria! Ho visto diverse persone che, come me, si aggiravano per il paesino con macchinetta al collo, marsupio, cappellino e occhiali da sole. Mi ha fatto uno strano piacere constatare questo... “strano” perché, anche se non conoscevo quelle persone, sentivo di poter condividere uno stesso interesse.

IL RITORNO
Il momento meno piacevole! Il pensiero che mi infastidiva è che inevitabilmente, tornando giù, avrei ridefinito la mia libertà, in particolar modo in termine fisico: oltre  per gli impegni lavorativi che mi “costringono” ad essere legata ad un posto, anche dal fatto che, non vivendo ancora da sola, sarebbe stato più difficile mantenere questa sensazione di libertà. Sicuramente quell'esperienza mi ha aiutato a capire che sarebbe stato determinante per me andare a vivere da sola, come ho fatto 4 mesi dopo: è come stare continuamente in viaggio ed è un'esperienza fondamentale per maturare la propria persona.


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