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In un giorno solo il safari più bello

Un immenso cratere vulcanico è l’ottava meraviglia del mondo

Mer 23 Apr 2008 | di Alberico Cecchini | Mondo
Foto di 15

Se non avete mai fatto un Safari, perché non è il tipo di viaggio che preferite, questo è quello che potreste fare in un giorno. Se poi siete innamorati dell'Africa e dei Safari, allora già lo conoscerete bene. Un amico mi ha detto “Un giorno a Ngorongoro vale più di una settimana del miglior Safari”. Allora, incuriosito, dopo Zanzibar e prima di proseguire per l'Uganda, ho visitato quella che è considerata l'ottava meraviglia del mondo. Dopo averla visitata dico che è una delle prime tre. Ngorongoro era un vulcano immenso, si presume che prima di esplodere fosse probabilmente alto più del Kilimangiaro, oltre 7.000 metri. Oggi è un immenso e spettacolare cratere vulcanico nel cui interno c'è la più grande caldera intatta del mondo, larga quasi 20 Km. Per avere un’idea, l'area è grande come tutta quella contenuta nel Grande Raccordo Anulare di Roma. La caldera è ciò che resta di un vulcano dopo che esplode o collassa su se stesso. Oggi è un grande altipiano a circa 2000 metri di altitudine, con un lago e protetto intorno dalla parete circolare del cratere, alta oltre 600 metri, che lo rende un microcosmo a sé. Una specie di grande arca di Noè, un habitat privilegiato per migliaia di specie animali. In un giorno si possono vedere una quantità di animali allo stato selvaggio che non è possibile incontrare in altri Safari nell'arco di una intera settimana. Tranne la giraffa che si incontra nell'area circostante, ma non entra mai nel cratere.  

JEEP, PREDATORI E MASAI
Per entrare nell'area protetta bisogna essere accompagnati da una guida locale con fuoristrada idoneo: l'ingresso è costoso,  le strutture alberghiere affascinanti ma molto care. Quindi il tutto - bisogna dirlo - non è molto economico (ed è un bene per evitare grandi masse), ma per un giorno o due si può fare una eccezione e l'esperienza è davvero indimenticabile.
Per regolamento si può scendere dalla jeep solo in punti specifici, perché la forte presenza di grandi predatori rende l'ambiente molto vivace. Anche se un po' tutte le specie, tranne il rinoceronte, hanno familiarizzato con l’uomo, a causa del continuo passaggio di innocui fuoristrada, tanto che è possibile avvicinarsi molto senza che fuggano.
E poi, si possono incontrare i Masai, la popolazione primitiva nota per i colori sgargianti delle sue vesti e per le collane rigide, che entra liberamente con i suoi capi di bestiame, ma non abita dentro la caldera.

UN TOUR PIENO DI INCONTRI
Il nostro primo incontro è stato con degli elefanti che in fila, ma distaccati, scendevano nel cratere. Appena arrivati nella parte bassa, sotto un albero immenso e meraviglioso, abbiamo incontrato uno sciacallo. Ci siamo fermati a distanza, ma, dopo un po', si è infastidito e ci ha mostrato i denti. Nella stagione arida la pianura è molto secca e polverosa con arbusti bassi ed è possibile vedere bene molti animali. Soprattutto i cinghiali locali, i facoceri, di cui abbiamo visto anche i teneri cuccioli. Le antilopi, le iene, le zebre, gli struzzi, le gazzelle, gli gnu, gli ippopotami sono presenti in grandi quantità.
Ma è facile vedere anche le gru coronate, i falchi, le aquile ed una grossa varietà di altri uccelli coloratissimi, fra cui una importante colonia di magnifici fenicotteri rosa che popolano il lago centrale.
Veramente simpatica la famiglia di scimmiette che giocava accanto ad una scala in legno, con il cucciolo che saltava sui genitori.

L'OBIETTIVO DEL SAFARI IL BIG FIVE

Un Safari veramente riuscito è quello che permette, dopo giorni e giorni di scomodità, appostamenti e viaggi, di vedere almeno 4 dei 5 animali più desiderati: elefante, leone, leopardo, rinoceronte e bufalo. A Ngorongoro è possibile vederli tutti, anche se il leopardo è molto raro e bisogna cercarlo fra i rami di altissimi alberi. Non siamo stati così fortunati, anche se gli altri 4 li abbiamo visti tutti. Il rinoceronte nero lo abbiamo visto molto in lontananza, perché si tiene sempre distante dalle jeep. Con gli elefanti invece abbiamo avuto un pericoloso incontro ravvicinato: dietro una curva di una strada sterrata dentro una fitta radura ci siamo trovati di fronte mamma e figlio elefante. L'autista ha dovuto improvvisare una retromarcia molto accelerata e abbiamo aspettato il loro passaggio e li abbiamo fotografati. Noi eravamo entusiasti e tranquilli. La nostra guida locale invece si è molto spaventata, ma ce lo ha detto dopo. La mamma con il piccolo se si sente minacciata è molto pericolosa e la nostra grande jeep è come un barattolo sotto le sue zampe.  I leoni li abbiamo visti due volte, ma sempre ad un centinaio di metri di distanza: fa effetto averli lì davanti a te, liberi nel loro habitat naturale, riposare nel caldo pomeriggio della savana.

TURISMO RISPETTOSO
Grazie anche al turismo, un luogo naturale così prezioso ed unico è tutelato con grande attenzione. I flussi di visitatori da tutto il mondo qui sono importanti così come negli altri famosi parchi della Tanzania: il Serengeti, il Tarangire, il Manyara, il Selous Game Reserve. I turisti provengono specialmente dal mondo anglosassone, meno dall'Italia (noi preferiamo le spiagge ai Safari). Un abbinamento consigliabile è quello con l'incantevole Zanzibar. Eppure, in tutti questi posti, ho potuto riscontrare le nefaste conseguenze del colonialismo inglese sulle persone. Tanta tutela e rispetto per gli animali, poco per le persone, viste come servi a cui lasciare la mancia. Non ci stupisca quindi che noi occidentali siamo per loro solo rotoli di soldi che camminano. Non è la loro natura, ma li abbiamo abituati così stravolgendo le loro economie, così non sai mai se ti sorridono per gentilezza o per i soldi. Sarebbe ora che arrivassimo a rispettare, oltre la natura, anche le persone.

LA VITA, OLTRE IL TURISMO

Diversi i Masai, i quali molto diffidenti e orgogliosi della loro diversità, non vogliono integrarsi ed evitano i contatti. Ma se vuoi riprenderli con la telecamera, pure loro ti chiedono i soldi (molti), fanno i loro salti, ma neanche ti sorridono. Questo avviene lungo le strade e i flussi principali di turisti. Nelle altre zone, là dove i turisti non arrivano, lontano dalle città, un visitatore anche se è occidentale torna ad essere una persona e lì puoi trovare veri rapporti umani, quelli che noi non abbiamo più. Lì ti accorgerai che ci sono molti più bambini che adulti e che hanno gli occhi grandi e meravigliosi, non ti chiedono nulla, ma ti danno tantissimo. Forse sarebbe meglio non andare a disturbarli, tanto la nostra cultura è lontana dalla loro e forse dalla vita stessa. Certo gli animali sono belli e la natura pure, ma i bambini, tutti i bambini, particolarmente quelli lì, hanno ancora qualcosa di divino. E, se stai là con loro un po' di giorni, ti lasciano per sempre qualcosa di grande nel cuore. Altro che Safari!


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