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La fortuna di nascere tecno

I grandi fotografi hanno avuto accesso alle loro prime fotocamere da adulti. I nostri figli già da bambini: la generazione digitale parte in vantaggio

Lun 26 Set 2011 | di Lucrezia L. | Attualità
Foto di 2

“I nativi digitali non esistono. Questi “illuminati” del computer non fanno altro che usare il pc per navigare su Internet, andare sui social network e su Youtube. Non sanno programmare. Usano il telefonino per fare video, chattare e ascoltare musica. Sarebbero questi i genietti?”.

Quante volte leggo post del genere su Internet di gente risentita che non vuole che si parli bene dei giovani, di questa plebaglia ignorante che saprebbe solo stare su messenger. Io, si sa, sto dall'altra parte della barricata, quella degli osservatori ammirati anche se critici. Prendiamo per esempio Man Ray e mio figlio, tanto per fare un paragone blasfemo. Man Ray, uno dei più famosi artisti della fotografia, ha iniziato a usare la sua prima Nikon portatile a 25 anni per ritrarre i suoi quadri. Mio figlio ha avuto la sua prima macchina digitale al compimento dei 7 anni per fotografare la sua prima vacanza senza parenti.

Robert Doisneau aveva 37 anni quando ritraeva la famosa coppia che si bacia sulle strade di Parigi. Mio figlio con 30 anni di meno ha fotografato due scarpe crocs intrecciate  come fossero di una sola persona: la sua e quella della sua amica del cuore. Detto questo, Ray e Doisneau erano dei grandissimi artisti e mio figlio, se tutto va bene, arriverà svogliato al diploma. Non è questo però il punto: lui è in vantaggio. Maneggia con destrezza, anche se senza alcuno spirito critico e alcuna cultura dell'immagine, se non quella che gli deriva dal suo immaginario, un attrezzo che fino a pochi anni veniva vietato ai minori di anni 14 per paura che si rompesse o che semplicemente si sprecasse il rullino (e i soldi). Nessuno glielo ha insegnato, ma sa usare lo zoom, mettere e togliere il flash,  vedere una presentazione musicale delle sue opere, fare le autofoto, caricare la camera e preservarla da urti eventuali. Domani gli mostrerò come caricare i file sul computer e gli dirò di eliminarne almeno l'80%. Sono sicura che butterà la foto della Basilica San Giovanni a Roma, ma non rinuncerà mai a quella della mantide religiosa che passeggia sul muretto di fronte la chiesa. è una scelta estetica,  non opinabile. Comunque in una settimana saprà tutto quello che gli serve tecnicamente per scattare una foto e stamparla. Gli serviranno altri 50 anni magari per capire come realizzare un capolavoro, o forse non gli basterà una vita, ma non importa. Ha avuto la sua chance. Da bravo nativo digitale l'immagine filtrata dall'obiettivo entrerà nel suo bagaglio culturale con la stessa naturalezza con cui sta imparando a leggere e scrivere. No, non è un genietto, come dicono i detrattori, è uno qualunque. Un privilegiato. 

PS: Il fratellino ha tre anni e ogni tanto anche lui usa la macchinetta di nascosto. Sa accendere, fotografare e spegnere. Quanto basta.


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