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Le mode passano... l’oro resta

Il metallo giallo nei secoli conserva lo stesso potere d’acquisto

Mar 27 Set 2011 | di Roberta Giaconi | Soldi
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“Un diamante è per sempre”, sosteneva una pubblicità, ma forse l’oro lo è ancora di più.
Si dice infatti che il metallo giallo conservi sempre, nei secoli, quasi lo stesso potere d’acquisto, nell’antica Roma come oggi. Ecco perché c’era una volta la moneta d’oro che veniva regalata ai bambini per il Battesimo, ecco il motivo delle catenine o degli anellini di metallo prezioso per i neonati. Le tradizioni a volte difendono la vecchia saggezza popolare: le mode passano, l’oro resta. Anche in borsa. 

CORSA AL RIALZO
Negli ultimi tre anni i mercati azionari sono scesi, i titoli hanno perso valore, ma c’è un elemento che ha visto il proprio prezzo salire costantemente: l’oro. A inizio degli anni 2000 veniva infatti scambiato sui 300 dollari l’oncia (circa 30 grammi). Ma, da quando la crisi è iniziata, ha dato il via a una vertiginosa corsa al rialzo, toccando anche più di 1.800 dollari l’oncia. Vale a dire che chi avesse investito in oro sui 50.000 dollari nel 2002 si troverebbe ora con 300.000 dollari. E difficilmente esiste un singolo titolo azionario al mondo che abbia subìto nello stesso tempo un aumento analogo.

L’ORO PER PROTEGGERSI
«L’oro è una specie di protezione quando le cose vanno male - spiega un investitore -. È una delle poche assicurazioni possibili contro il rischio sia di iperinflazione che di deflazione».
Ecco perché l’oro è spesso considerato il bene rifugio per eccellenza, l’ultima difesa contro la crisi. Se sale troppo, vuol dire che ci sono dei problemi in corso, che manca fiducia nelle banche o che i soldi stanno gradualmente perdendo il loro potere d’acquisto. Certo, ci sono anche gli speculatori che spingono il prezzo a oscillare. Ma in generale l’aumento dell’oro rispecchia abbastanza fedelmente le tensioni sul mercato. E quello che molti non sanno è che il rischio non è tanto che aumenti troppo l’oro, quanto che diminuisca il valore del denaro custodito in banca. Più le banche centrali stampano soldi, più c’è il rischio che il denaro in circolazione diventi troppo. E a quel punto uno dei pericoli è che si alzino i prezzi. «L’oro è l’unico mezzo di pagamento che è accettato senza il bisogno dell’appoggio di qualcuno. È il metodo estremo di pagamento», ha commentato tempo fa in un’intervista Alan Greenspan, economista ed ex presidente della banca centrale americana.

COME INVESTIRE
Nell’oro è possibile investire in molti modi diversi. Comprando monete, per esempio. Una sterlina d’oro ormai costa sui 300 euro. Un’alternativa sono i lingotti, sempre se abbiamo un posto sicuro dove custodirli. Se non lo abbiamo, forse è meglio ripiegare sull’investimento finanziario in oro, senza dover nascondere i lingotti sotto il cuscino. Ci sono diversi tipi di derivati o, in alternativa, è possibile comprare delle azioni di società minerarie che si occupano del metallo.

RISCHI
Non è detto che l’investimento in oro sia la migliore forma di sicurezza contro una grande crisi economica. Coloro, che negli Stati Uniti, poco prima della Seconda Guerra Mondiale,  avevano confidato nell’oro, si trovarono davanti un grosso ostacolo. “La proprietà privata di oro è illegale”, dichiarò all’improvviso lo stato americano, prendendo forzatamente monete e lingotti dai suoi cittadini e rilasciando in cambio banconote di carta. Chi resisteva rischiava fino a dieci anni di galera. E il divieto restò in vigore fino al 1974.

RARO E ETERNO
Eterno, immutabile, prezioso: l’oro è sempre stato considerato la valuta ideale. Già nell’antichità oro e argento venivano utilizzati come monete. Erano infatti presenti in quantità limitata e non potevano essere creati dal niente. Si dice che, se si mettesse insieme tutto l’oro presente nel mondo negli ultimi 2000 anni, potrebbe stare tranquillamente all’interno di un cubo di venti metri per venti. 

IL GOLD STANDARD
Da inizio XIX secolo fino agli anni Trenta del Novecento, la quantità di monete stampate era direttamente dipendente dalla quantità di oro disponibile. Quel sistema, chiamato “gold standard”, è stato poi abbandonato, per finanziare il boom economico e permettere agli stati di fronteggiare le spese che avevano davanti. Servivano più soldi da stampare, da prestare, da mettere in circolazione. Il Regno Unito, per esempio, durante la guerra spese così tanto oro per comprare armi e munizioni da rendere impossibile un ritorno al gold standard, abbandonato nel 1914. Dopo essere stato già intaccato più volte, il gold standard venne definitivamente accantonato dal presidente americano Richard Nixon nel 1971. Fu lui a decidere che da quel momento il valore del dollaro non sarebbe più dipeso dall’oro, ma dalla fiducia nel governo statunitense. Il dollaro, valuta di riferimento a livello internazionale, non era più convertibile in oro. Il più resistente al cambiamento fu il franco svizzero: la sua convertibilità con l’oro è stata mantenuta fino al 2000.

 


IN PILLOLE...

• L’uomo nel corso della storia ha estratto circa 161.000 tonnellate di Oro.

• L’Oro può essere trovato sotto tutti i sette continenti.

• Si ritene che circa l’80% dell’Oro sia ancora da estrarre.

• Vi è un totale stimato in 10 miliardi tonnellate di Oro negli oceani del mondo.

• Il primo distributore automatico di Oro al mondo è stato inaugurato nel maggio 2010 ad Abu Dhabi ed è ricoperto di Oro a 24 carati.

• Nel 1941 a Fort Knox, riserva militare nello Stato del Kentucky, c’erano 650 milioni di once d’Oro.

• Oggi Fort Knox possiede all’incirca 150milioni di once.

• La moneta d'Oro più cara al mondo è il Double Eagle 1933, che è stata venduta da Sotheby's a New York nel 2002 per 7,59 milioni dollari.

• Ci sono 92 elementi presenti nella crosta terrestre e l’Oro è al 50-esimo posto per rarità.


L’ORO NELLA STORIA
I primi a utilizzare le monete d’oro furono i mercanti dell’Asia Minore e, in particolare, della Lidia, il regno del ricco Creso. I Romani se lo facevano inviare dalle miniere dell’impero e, secoli dopo, la conquista dell’America diede un nuovo impulso al metallo giallo. L’oro passava dal Sud America nelle casse dei colonizzatori, e specialmente di Spagna e Portogallo. L’Ottocento fu il secolo della corsa all’oro. Alla scoperta del West, negli Stati Uniti, ma anche in Sudafrica e Australia. Pochi si arricchirono, molti non trovarono niente. Oggi gran parte di quell’oro giace nelle casse delle banche centrali mondiali. Tonnellate di lingotti. L’Italia possiede la quarta riserva al mondo, con le sue 2.450 tonnellate. Un tesoro prezioso, in tempo di crisi.


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