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Dono 7a parte

Dom 16 Ott 2011 | di Alberico Cecchini | Dono

 

Guru

Recentemente, fra le tantissime meravigliose mail che ricevo, una persona mi ha scritto questo breve messaggio: “Non c’era bisogno di un altro guru cattolico”. 

Mi sembra utile riportare la risposta che subito scrissi spontaneamente, dopo un attimo di iniziale rancore verso tanta ostinata chiusura.   

“Buongiorno G.mo Signor Silvio, la ringrazio della Sua osservazione sintetica e chiara, ma La rassicuro, non sono un guru e non voglio esserlo. Cattolico invece sì, nel senso di vero cristiano che ama davvero tutti, vorrei proprio esserlo e non ci riesco molto. 
Capisco la Sua preoccupazione perché è anche la mia, rispetto ai fenomeni di personalismi e di sfruttamento della credulità per interessi personali. Mi piacerebbe dirLe quante sofferenze ho vissuto anche a causa delle cose che scrivo, ma non voglio annoiarLa. 

Mi creda sarebbe molto più comodo per me pensare solo alla mia famiglia e al mio lavoro, ma non posso, oggi c'è molto bisogno di speranza e di positività per tutti, non solo per chi è malato o depresso. Ciò che io ho sperimentato o conosciuto e che sto raccontando nel ‘dono’ non è solo per me, ma per confermare alcune verità immense che quotidianamente dimentichiamo a cominciare dalle persone di chiesa. Mi rendo conto della difficoltà a ritenere possibili certi fatti, Le dico che se non li avessi vissuti io direttamente, non ci avrei creduto e mi riferisco anche ad altri fatti di cui non ho ancora parlato. 

Mi auguro che Lei non escluda a priori la possibilità che ci sia un amore più grande che si prende cura di noi pur lasciandoci liberi, sarebbe un atteggiamento di chiusura e anti scientifico. Se poi alcune informazioni di speranza passano anche attraverso una persona assai poco adatta come me, beh questo non l'ho cercato io, anzi per tantissimi anni l'ho rifiutato e mi crea ancora oggi grandi disagi e contrasti”.

A questa mia mail non è seguita risposta. Peccato per quella persona, il confronto vero è un piacere, un arricchimento, uno scambio di rispetto, evitarlo è sintomo di chiusura. Chi ha un’identità forte non teme mai il confronto. Comunque, comprendo le posizioni dure che tante persone hanno contro la fede, molte di quelle posizioni sono state anche le mie. Sono reazioni a migliaia di anni di falsa fede imposta con violenza alle persone e che finisce per renderle resistenti alle verità di Cristo. Il maligno, per massimizzare l’efficacia della sua opera rabbiosa, sfrutta le persone che, anche in buona fede, si fanno portatori del messaggio cristiano. Lo so bene, è ciò che ho subito anch’io e sempre rischio di riproporre a mia volta. Per questo fino all’età di 40 anni non ho reso pubblici i fatti che riporto nel ‘dono’. 

Stiamo toccando un punto centrale di tutto questo lavoro. Com’è possibile che nonostante la vittoria di Cristo e la buona volontà di miliardi di persone, negli ultimi 2.000 anni l’umanità ha continuato a ripetere le stesse violenze e ingiustizie dei millenni precedenti? Nonostante migliaia di Santi, di martiri, di grandi cristiani, com’è possibile che oggi siamo ridotti così male? Com’è possibile che io stesso, nonostante tutte le verità certificate da mio nonno e nonostante tutta la mia buona volontà, ho vissuto la maggior parte della mia vita da squallido opportunista, confondendo me stesso e le persone a cui tenevo di più? 

Non basta la buona volontà. Non basta la certezza della vita eterna e della giustizia divina. Anzi, proprio queste due certezze possono portare al più grande male della storia, la falsa spiritualità. E’ proprio quello che è successo a me e probabilmente a gran parte dei cristiani, certe verità se non sostenute da un vero scambio di amore ricevuto e dato continuamente, si cristallizzano in leggi imposte e schemi di comportamento impossibili da rispettare. 

Ciò che con la nostra mente comprendiamo è solo la punta dell’iceberg della poderosa battaglia fra la vita e la morte che continuamente si affrontano, soprattutto nel nostro inconscio. Da una parte c’è la forza della creazione per la quale siamo più che angeli e come tali ci attendiamo di incontrare negli altri e nel mondo la stessa nostra qualità originale. Dall’altra c’è quello che in realtà incontriamo: il non amore degli uomini. O anche quel ‘troppo’ amore tipico di molte mamme, che soffoca le energie migliori della persona. Poi c’è tutto il non amore che passa attraverso la cultura dominante e i mass media e che confondono ancora di più. C’è bisogno allora di liberarci da tutti gli inganni secolari e da tutti i blocchi del nostro inconscio. Oggi ciò è possibile, lo sto sperimentando sempre più da molti anni, mi ha restituito la mia vita e possono riuscirci tutti quelli che lo vogliono. Come fare questo percorso costituisce il nucleo centrale del dono a cui ci avviciniamo sempre più.
 

 


 


Bellezza interiore e bellezza esteriore

Un sogno molto particolare mi permise a 20 anni di comprendere quanto il nostro inconscio è potente. Esattamente 20 anni fa mi svegliai con una profonda e dolcissima sensazione di benessere, conseguenza di questo stranissimo sogno che non riuscivo a spiegarmi. 

Mi trovavo in una stanza tanto piccola che dovevo piegare la testa per non toccare il soffitto e tanto stretta che per superare un piccolo letto che si frapponeva all’uscita ero costretto a scavalcarlo. La stanza era poco luminosa e tutta colorata di un particolare tipo di blu. Sul lettino giaceva una vecchietta molto minuta, evidentemente malata. Proprio nel momento in cui decisi di oltrepassare il lettino, questa strana vecchietta mi afferrò per il collo e mi diede un bacio in bocca. La mia sorpresa nel sogno fu grande perché provai una piacevole ed intensa sensazione di amore che penetrava in me attraverso la bocca e rimaneva in me. 

Tutto il giorno rimasi con questa dolce sensazione e la sera vidi in televisione proprio la persona che avevo sognato. Fu uno shock per due motivi. Primo perché era proprio la persona che avevo sognato, eppure non avevo mai sentito parlare di lei, né tantomeno vista in vita mia. Secondo perché era piccolissima e vecchissima pur avendo solo 22 anni, era infatti affetta da senilità precoce, una rarissima malattia che in genere non permette di sopravvivere oltre i 20 anni. Un po’ di quel colore blu che avevo visto in sogno ornava i suoi occhi ed era l’unico cenno di femminilità in quel viso così irreale. 

Ma la sorpresa più grande fu il grande amore che comunicava, proprio forte come quello che avevo sentito nel sogno. Isabella era proprio così viva, così dolce, così piena di amore puro come nel sogno e il contrasto col suo ripugnante aspetto da alieno mi mandarono in tilt, mentre mezza Italia parlava di lei. Infatti il “Maurizio Costanzo Show”, dove decise di apparire per 3 volte, era a quei tempi seguitissimo.

Rimane in me una grande delusione per il mio comportamento di allora, infatti ciò che lei chiedeva era relazioni di qualità, quello che lei con coraggio da leonessa offrì a tutti non curandosi più del suo aspetto. Io nonostante avessi percepito in sogno questo suo grande slancio d’amore per tutti, non riuscii mai a scriverle neanche una lettera. Isabella è morta all’età di 28 anni, ma so bene che è viva più di prima e infonde ancora amore, anche a chi oggi legge questa sua memoria, lei che prima di spirare sussurrò alla mamma “Dentro sono viva”. 

La sua spinta ad amare la indusse a reagire alla sua condizione per dire a tutte quelle persone che sono chiuse in casa, in se stesse e non hanno il coraggio di uscire dai loro gusci in cui sono oppressi per il timore di essere considerate diverse, che la vita è bella e dev'essere vissuta fino in fondo. 

Oggi comprendo molto meglio quanto io avessi bisogno di una testimonianza così viva e forte di amore vero proprio da una persona così particolare. Ero così condizionato dalla bellezza estetica che, pur non essendo mai stato un belloccio, neanche riuscivo a guardare le ragazze meno belle. Pur cercando autenticità di relazioni, ero drogato d’immagine e di sesso. Ero fidanzato con un’ex fotomodella che era arrivata anche seconda a Miss Italia e sentivo di amarla più di ogni altra cosa, ma non era amore. Se a 19 anni iniziai a vivere quello che mi sembrava il sogno più grande, presto tutto si trasformò in incubo. E durò anni.  

E’ vero che siamo più degli angeli per natura, ma se ci integriamo in questo mondo falso, diventiamo i peggiori diavoli per le persone che più amiamo. Amavo la creatura più del creatore, perciò non era amore, ma dipendenza. 

Ma torniamo ad Isabella. Maurizio Costanzo, di cui lei parlava con grande affetto, la chiamò più volte durante la degenza in ospedale. Prima che morisse, le scrisse Claudio Baglioni, che voleva incontrarla, ma lei non fece in tempo a rispondergli. Diego Dalla Palma, il visagista delle dive, la invitò all' inaugurazione della sua villa e le disse che era più bella di tante top model. 

Riporto alcune parole di Isabella. “Ricordare i dubbi e le incertezze che, per parecchio tempo, ti hanno bloccata dal fare ciò che in fondo desideravi, è come rivangare un passato indeciso. Ricordo quella sera, in cui, triste e depressa riflettevo sulla validità di continuare a lottare contro tutto e tutti, lottare contro l'ignoranza della gente, contro gli sguardi maliziosi di chi, con cattiveria, commentava il tuo aspetto, il tuo modo di agire ed essere... Avevo voglia di urlare al mondo che anch'io c'ero, e come tale avevo il diritto di vivere la mia vita. Decisi così di scrivere a Maurizio Costanzo […] la lettera che mi ha, per la prima volta il 18 ottobre 1991, portata a partecipare a questa meravigliosa avventura. L'emozione, la voglia di esprimermi e la gioia nel vedere realizzarsi un desiderio erano grandi, ma altrettanto grandi erano anche i timori che mi bloccavano il respiro. La mia più grande titubanza era quella, non tanto delle telecamere, ma di dover affrontare la reazione di un pubblico di persone, reazione che poteva essere più o meno positiva. Quello che temevo di più era il "mormorio" che si sarebbe potuto sprigionare nel vedermi apparire. Fortunatamente non è stato cosi. Ho trovato un pubblico motto attento, sensibile e disponibile. Un pubblico umano che ha ascoltato e capito le mie parole. […] Ho avuto, sin dal giorno dopo la mia apparizione, numerose dimostrazioni di solidarietà. Gente che mi fermava per la strada, il telefono che non cessava un attimo di squillare, lettere che ogni giorno diventavano sempre più numerose. Ma tutto questo solo per dimostrarmi solidarietà e amicizia disinteressata. Né pietà, né compassione. Non lo accetterei mai! E' un momento magico quello che sto vivendo in questo momento. Tante persone mi stanno circondando. Perché sapere che, anche tu, sei indispensabile e utile agli altri è una sensazione che ti rende felice di essere qui, con tanta voglia di lottare e abbattere queste frontiere esteriori che la società ci sta imponendo.

La possibilità che mi si sta presentando sarà sicuramente utile a me stessa anche per un futuro, ma mi auguro che lo sia, soprattutto, a tutte le persone che, come me, hanno voglia di vivere, lottare e assicurarsi un posto a questo mondo. Un mondo in cui l'interiorità, il sentimento e l'intelligenza prenderanno il posto di quella stupida futilità che è l'esteriorità e l'apparire come essere.

Anche se questa sarà una strada lunga...”

 

Dono ottava parte

 


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