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Dono 10a parte

Dom 13 Nov 2011 | di Alberico Cecchini | Dono

 

L’inizio della rinascita

Grazie ai bambini che decisi di adottare a distanza iniziai a conoscere le meravigliose persone di Italia Solidale. Mi attraeva quella pienezza che sentivo nelle loro risate e nel loro accogliermi pieno di vivo rispetto. Poi ho conosciuto Padre Angelo Benolli, di cui dicevano così gran bene. Mi ricordo che in cinque minuti mi disse una infinità di cose, ridendo e gesticolando molto. Aveva le guance rosse e pensai: beato a lui, si vede proprio che è un prete sempliciotto e contento, pieno di vita come i vecchi contadini di una volta. Mi sbagliavo di grosso, almeno per quanto riguarda il “sempliciotto”.

Quando tempo dopo lessi tutto d'un fiato un suo libro, “Uscire da ogni inganno”, un brivido di gioia mi attraversò la spina dorsale, non potevo credere ai miei occhi: tutti i frammenti di verità che avevo compreso della vita e che fino ad allora non riuscivo a comporre si svelavano improvvisamente come tasselli ordinati di un grande puzzle. Non è un testo facile per tutti, ma per me sì, lo attendevo da una vita, ma solo dopo aver molto sofferto e cercato potevo comprenderne meglio lo spessore.

L'Io Potenziale. Finalmente c'era un nome a quel qualcosa di molto definito eppur sfuggente che avevo dentro e che avevo sempre cercato di esprimere, ma tutto, compreso io stesso, me lo aveva impedito. Esultavo di gioia e ringraziavo il Signore che non si era dimenticato di me. Che dopo tanto naufragare mi aveva fatto trovare un tesoro così prezioso. 

È evidente che questo libro è dettato dall'alto – pensavo - come le Sacre Scritture; infatti come può un prete conoscere così bene la persona e la sessualità? Avevo letto tanto anche di psicologia, ma soprattutto avevo molto osservato le persone, sono sempre stato filosofo e ricercatore per necessità. Dopo circa dieci anni dalla lettura di quel libro posso senza dubbio dire che mi ero sbagliato, avevo sottostimato la scoperta. Infatti, avevo trovato molto di più di un tesoro. Non solo la mappa, ma anche la bussola, alcuni compagni di viaggio, un capitano vero e soprattutto la possibilità di seguire la rotta finalmente verso la mia persona. 

Infatti non è tanto il comprendere con la mente che risolve, seppur è necessario, quanto il cominciare davvero a muoversi. L'amore grande che ho ricevuto da Dio attraverso la luce di Padre Angelo Benolli ha gradualmente mosso il mio Io Potenziale, perché mai prima d'ora avevo sentito un'accoglienza per la mia persona, così pulita, senza ombra di giudizio. Per molto tempo, nei colloqui personali, sono stato convinto che mi sovrastimasse. Lui vedeva in me ciò che io non vedevo più e collegandosi a quella parte atrofizzata del mio inconscio, sapientemente con amore rispettoso la rivitalizzava. 

Molti sono i passaggi che hanno accompagnato la mia rinascita, non posso raccontarli tutti, ma tutti sono passati attraverso una gradualità e puntualità benedetta. Quel rispetto nel modo giusto e nel tempo giusto, necessario per arrivare alla maturità personale, dopo aver penato per 30 anni ora lo scoprivo pienamente presente proprio in Gesù, a cui mi sono riavvicinato riscoprendolo sotto una luce completamente nuova, grazie a questo prete che sapeva collegare le Sacre Scritture alla profondità dei fatti della mia vita come mai potevo supporre. Come se prima di allora fossi stato non credente. Avevo una paura matta di fallire nuovamente a livello spirituale. Non potevo più permettermelo. 

Mai avevo perso la certezza della esistenza di Dio, ma non ero stato mai capace di tradurre questa certezza in una forza in più per la mia vita. Semmai questa certezza amplificava tutti i contrasti che vivevo dentro e mi faceva malissimo. Avvertivo tutti i condizionamenti, le sofferenze e le oscurità dei preti e non potevo avvicinarmi a nessuno di loro, ma Padre Angelo era sempre e solo una grandissima e perfetta palla di luce pura. Così lo avvertivo a livello energetico, avevo infatti praticato Zen e Pranic Healing e sentivo abbastanza bene la qualità dell’energia emanata.  


Padre Angelo Benolli è il più grande esploratore di tutti i tempi.

Io ne sono testimone perché grazie a lui ho potuto ritrovare la mia vita. Nonostante credessi in Dio, avevo completamente perso me stesso fino a desiderare la morte come uscita da una confusione diabolica, ma a causa o grazie alle visioni di mio nonno ero costretto a vivere, ma dentro ero morto.

Il male, pur essendo stato sconfitto 2.000 anni fa, non si è arreso e si è talmente affinato da rendere praticamente quasi impossibile vivere una vera fede, perché agisce soprattutto nell’inconscio.  

Infatti i luoghi delle scoperte di P.Angelo sono le profondità dell’inconscio, là dove c'è tutta la potenzialità sacra della persona, fatta di forza, indipendenza e amore. Ma nell'inconscio viene registrato anche tutto il non amore sperimentato che blocca lo sviluppo di questa potenzialità condizionando la persona. La quale, poiché diventa incapace di amare, perde la libertà, la sessualità, la salute mentale e fisica, proiettando le proprie carenze di generazione in generazione. 

Non è una passeggiata, la liberazione dai condizionamenti dura anni e non basta mai, ma l’esistenza della possibilità di uscirne ed il fatto che proprio ora la scopri anche tu, credo sia un fatto di grande amore che viene da chi la vita l’ha creata. E l’ha creata in un certo modo e vuole che così venga vissuta, pertanto non ci abbandona. E le sue vie sono infinite. Allora la vita o si vive o si paga. Ripetiamocelo continuamente. 

Io sempre ho cercato la mia vita e mai l’ho trovata fino all'incontro con questa nuova cultura, grazie alla quale oggi riesco sempre di più a godere pienamente della mia vita, nella mia famiglia, nel lavoro, nella missione. Ma prima di cominciare a dare dovevo ricevere tutto ciò che mi era mancato. 

 

Per uscire dal male più grande di sempre: falsa fede, quella che pur ammettendo Dio, non lo vive.

Talmente grandi erano le mie resistenze interiori verso tutta questa novità che continuamente con il mio cervello mettevo sempre tutto in discussione e proprio perché non potevo più permettermi una ulteriore illusione ci ho messo tanto tempo a fidarmi davvero. Beneficiavo enormemente dei tanti spunti che ricevevo e applicavo nella mia vita, ma se continuavo ad andare a letto una sera con una amica e la sera dopo con un’altra, che ne avevo sempre quattro cinque, continuavo a disperdere energie e a confondermi. 

Ero talmente in lotta che forse non ce l’avrei fatta a tenere duro, ma un giorno accadde un fatto che non posso considerare un caso. Anche se ognuno può interpretarlo come vuole. Ero indeciso se entrare in associazione per un incontro, non mi ricordo di che tipo, perché pur avendo già parcheggiato tra il Lungotevere e Piazza delle Cinque Scole, a causa della mia vita disordinata sentivo un grande desiderio di andarmene da qualche amica per fare sesso. Mi vergogno a dirlo, ma era così. Oggi si direbbe che soffrivo di sexual addiction

Dopo tanto averlo desiderato in giovinezza potevo finalmente realizzare quello che è il sogno di quasi tutti gli uomini, cioè soddisfare ogni fantasia sessuale, ma era una vera schiavitù. Di fatto oggi capisco che soffrivo così tanto nella mia anima che utilizzavo il piacere fisico come anestetico, infatti più soffrivo e più avevo bisogno di fare sesso. Oggi per me il sesso non è più un bisogno, ma un meraviglioso in più che Dio ci dona come coppia per gioire anche nel corpo dell’amore che viviamo nella pienezza della nostra persona. 

Quel giorno però gli ormoni in circolo, che sono più potenti di qualsiasi droga, proprio mi impedivano di entrare nella sede di Italia Solidale e di incontrare quelle persone con cui stavo scoprendo di trovarmi così bene. Così sono rimasto forse dieci minuti nei pressi della mia automobile indeciso se entrare o andarmene. Avevo le spalle l’Isola Tiberina e di fronte a me, dalla parte opposta di quella piazza, Santa Maria del Pianto, la chiesa dell’associazione dove alcuni anni dopo mi sarei sposato in un effluvio di Grazia. Ebbene la mia anima voleva entrare là, ma la mia sessualità era divisa, i miei nervi erano inchiodati, il mio corpo mi portava altrove e il mio cervello ovviamente era in tilt, cambiava idea di continuo adducendo motivazioni schizofreniche per seguire un istante un’alternativa e un istante dopo l’altra.

Da un po’ non volevo più cedere alla solita routine del passato, ero un mezzo morto che si sentiva vivo grazie all’adrenalina di brevi momenti, ma avevo compreso quanto mi svuotavano ed ero stufo di buttarmi via. Però avevo iniziato a sperimentare un amore nuovo per me stesso e lo sentivo di più quando mi rispettavo e non mi disperdevo in relazioni senza amore. Ero immobile e lacerato dentro.

Improvvisamente, ed era pieno giorno, un lampo enorme nel cielo, una meteorite con una scia lunghissima tracciò nel cielo una linea diretta esattamente verso la punta della cappella della chiesa di Santa Maria del Pianto. Non un po’ più in là o un po’ più giù, ma esattamente direzionata.

Come possa credermi una persona normale non lo so, ma è la verità e lo devo dire per rispetto della Sacrosanta verità. Io non avevo al forza, tutto il mio passato me lo impediva, tutti i miei sforzi non bastavano, ma il Cielo ha avuto una misericordia infinita. Non per merito mio, anzi proprio per la misura immensa del mio impedimento, ricevevo una esortazione grande. Era quello di cui avevo bisogno, non era il mio cervello che si stava illudendo di nuovo, c’era qualcosa di benedetto dall’alto nella nuova strada che intraprendevo. Quella cometa non era solo per me, ma perché io molti anni dopo potessi scrivere, spero con tutta la luce necessaria, queste verità per il beneficio di molti. Non sapevo ancora che proprio in quella piazza poco tempo dopo avrei vissuto un fatto altrettanto sbalorditivo che potrebbe essere casuale, ma per me testimonia perfettamente la precisione chirurgica con cui questa nuova cultura della persona, che è per tutti, mi ha permesso di uscire dagli inferi in cui ero precipitato. 
 


Dono undicesima parte

 

 


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