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Dono 11a parte

Lun 21 Nov 2011 | di Alberico Cecchini | Dono

Sesso e amore 

E’ scomodo raccontare tanti fatti privati della mia vita. Per me, che amo molto la riservatezza, è imbarazzante entrare in certi particolari, ma se ho deciso, anzi se ho dovuto aprirmi per donare a mia volta quello che ho ricevuto, beh allora tanto vale farlo per bene, fino in fondo. Solo andando fino in fondo si entra in relazione rispettosa con la vita degli altri. Le relazioni superficiali a ben vedere ci confondono e ci mortificano nella misura in cui non siamo persone superficiali. E la vera gioia non deriva mai dalle chiacchiere di evasione, ma solo dal ricevere nutrimento delle nostre più profonde richieste di autenticità. 

Nella lunga e travagliata relazione con la ragazza più bella che avevo mai visto durata dalla primavera del 1991 al Capodanno del 2000 ho sperimentato sulla mia pelle quanto sia inutile mettere la relazione prima della propria persona. In quella relazione non c’era rispetto e la nostra energia personale era colpita, ferita e drogata di passione. Volevamo aiutarci, desideravamo davvero il bene dell’altro e vedendo le nostre immaturità e che la relazione non era positiva, ci lasciavamo spesso. Poi però sempre prevaleva la passione, la necessità di rivivere quei sentimenti così immensi che avevamo sperimentato insieme. Necessità alimentata anche dalla paura di non riuscire a riviverli mai più con nessun altro. 

Nel periodo successivo alla definitiva separazione, ero consapevole di non essere più in grado di vivere una relazione sana. Mi chiusi molto evitando qualsiasi relazione. Poi gradualmente iniziai a farmi coccolare dalle donne che mi desideravano, senza però aprirmi mai veramente a loro. Per alcuni anni ebbi relazioni quasi esclusivamente sessuali con varie persone. Non le amavo e non dicevo loro “ti amo”, anche se avevo stima per loro e ci chiacchieravo, ci andavo a letto e a loro andava bene così. Apparentemente. In realtà si davano tanto a me perché in fondo con me avevano un minimo di rapporto piccolo, ma autentico e per loro era già tanto. Queste relazioni erano un anestetico alle mie ferite di amore, perché mi facevano sentire amato, quindi meno solo e senza il rischio di perdere la mia persona per l’altro. Ma con la sessualità non si scherza, l’avevo separata dall’amore e non mi innamoravo più.  

La maturità profonda della persona è la maturità della propria sessualità, la nostra forza di amare. Io ero incapace di amare. Ricordo che in uno degli inverni più freddi della mia vita, frequentai una prostituta colombiana di una bellezza unica. Con cui guadagnava anche due milioni di lire in un giorno. Si era innamorata, diceva, di me perché ero rispettoso, dolce e non possessivo. Mi telefonava continuamente e questo m’infastidiva. Mi divertivo molto con lei perché era molto libera e autentica, non aveva mai paura di dire quello che pensava e questo mi piaceva. 

Facevamo tanto l’amore e con massima soddisfazione. Ma solo fisica. La sua bellezza e la sua capacità di darsi mi rendevano un’aquila reale sul picco di una montagna. Era bello stare lì, d’altronde essendo un’aquila reale desideravo librarmi in volo per andare molto più in alto. Ma non potevo. Io soffrivo dentro perché nel fare sesso sentivo ancor di più il desiderio di volare, ma senza amore rimanevo inchiodato a terra. Certo non avrei mai amato una prostituta, ci stavo bene quando uscivamo perché era forte e libera come mi sentivo io, ma comprendevo anche che non ero proprio in grado di amare. E che però solo l’amore mi interessava davvero. 

Questi argomenti dell’amore, del sesso, della fede sono centrali per la vita di una persona, io non ho mai trovato nessuna cultura, pur avendo cercato continuamente, che li collegasse così coerentemente come P. Angelo Benolli. Nelle viscere più ancora che con la mente sentivo che  egli lo comprendeva le dinamiche profonde della vita nel suo insieme e nei suoi particolari con un ordine ben preciso eppure non schematico. Soprattutto mi affascinava la luce nuova che gettava sul valore della persona e sulle sue potenzialità.

Vorrei tanto che tutti arrivassero a gioire come me delle grandi verità e novità culturali che ho scoperto grazie a Dio e a grazie Padre Angelo a cui Egli le ha manifestate. Davvero una sorgente di vita nuova per me, che ha permesso di rigenerarmi attraverso i libri, la scuola di formazione sullo sviluppo della vita e in sette anni di colloqui personali. Ma anche grazie a tanti confronti con persone meravigliose da lui formate e che mi hanno dato veramente tanto, testimoniando con la loro vita la forza rivoluzionaria di questa nuova cultura della persona che è proprio necessaria per tutti. Perché salva dai mali più diversi. Quelli della falsa fede, dell’anima, delle relazioni, della sessualità, dei nervi, del corpo e della mente.

 


Dietro il sesso 

Racconto un altro fatto particolare che mi è accaduto sempre in quella benedetta piazza al centro di Roma, dove in un momento di grande fragilità fui sostenuto da una “cometa” che mi indicò la via. Erano già alcuni anni che avevo colloqui personali con Padre Angelo e avevo approfondito molto bene la mia storia, tuttavia, proprio perché mi sembrava che stavamo facendo un ottimo lavoro e ne avevo enormi benefici, sentivo che non doveva rimanere nulla di non detto. Non volevo più compromessi con la falsità, il suo amore purissimo mi incoraggiava ad aprirmi senza più aver paura di nulla, tutto il mio vissuto poteva e doveva emergere, sciogliersi, risolversi, sbocciare e maturare.   

Erano mesi che mi chiedevo se dovevo entrare anche in certi particolari della mia sessualità. Dissoluta da sempre tanto quanto era grande la mia sofferenza per il non amore che vivevo. Provando a ripulire gli anfratti più remoti della sessualità, beh lì possiamo essere certi di trovarci perlomeno un buchino. Che, per quanto piccolo possa essere, lascia la possibilità che si intrufoli tanto disordine e morte. E questo avviene se non riempiamo di amore ogni nostro spazio interiore.  Il sesso è creato da Dio per l’amore, vivendolo staccato dall’amore era un canale attraverso cui entravano in me energie di morte che si opponevano alle relazioni di amore con Dio e con le persone, portando via la mia felicità, disperdendo la mia persona.  

Un giorno avevo un incontro con Padre Angelo e avevo appena parcheggiato l’automobile in Piazza delle Cinque Scole proprio di fronte al palazzo dove ci sono gli uffici della Treccani e attendevo qualche minuto in auto perché ero arrivato in anticipo. Ero arrivato con la decisa intenzione di vuotare tutto il sacco, per andare fino in fondo e dire proprio tutto, per non rischiare di aver celato qualcosa d‘importante capace di compromettere tutto il lavoro sulla mia persona. Non volevo fallire nuovamente nel trovare la mia vita, stavo ritrovando l’amore per me stesso e mi ero appena fidanzato con quella che poi sarebbe diventata mia moglie. Non volevo ricadere per l’ennesima volta, ma tutta la decisione che avevo accumulato nelle settimane precedenti era scomparsa a pochi metri e a pochi minuti dall’incontro.

Sentivo che non ce l’avrei fatta e questo mi impaurì, realizzavo che se quello che non avevo ancora detto era capace di paralizzarmi così tanto, forse era davvero importante e capace di mandare tutto il lavoro e la mia persona all’aria. Il timore è un’ottima arma del Demonio e nelle gambe sentii che non avrei retto. Misi la testa sul volante e cominciai a pregare per reagire ad una forza mille volte più grande di me che mi annullava completamente. 

“Non è giusto Signore Tu sai quanto impegno, quanta sofferenza, quanto Ti cerco, perché mi lasci ancora soffrire”. Alzai gli occhi e vidi di fronte Satana o meglio chi l’aveva rappresentato nel film “La Passione”, Rosalinda Celentano che mai avevo incontrato personalmente prima di allora. Aveva parcheggiato a cinque metri dalla mia auto ed era ferma lì in piedi accanto alla sua come se attendesse qualcuno. Nuovamente provai quella sensazione inspiegabile, già provata altre volte, d’incontro speciale e niente affatto casuale fra la mia microscopica realtà individuale e una realtà immensa, universale ed eterna. Che però si dimostrava rispettosamente presente, inequivocabile, senza limiti generosa.

Ovviamente compresi il messaggio e nulla rimase nascosto. Il Signore sa tutto, cosa vogliamo nascondere? Che dovessi o no confidare a Padre Angelo certe cose era forse relativo, non credo sia quello il punto. Il punto è che per la seconda volta ricevevo segni evidenti che la via che avevo intrapreso era quella giusta. E soprattutto che la sessualità è centrale nella nostra persona, è lì che il diavolo dai tempi dall’Eden ci stacca da Dio e da noi stessi, attraverso il senso di colpa che è il vero peccato originale da estirpare. Perché ci impedisce di sentire tutto l’Amore che Dio come vero Padre ha per noi suoi amatissimi figli. 

Purtroppo questo Amore che crea, pervade e sostiene ogni atomo e ogni cellula e tutto l’insieme dell’universo, noi lo rifiutiamo inconsciamente in proporzione a quanto ci siamo chiusi dentro a causa delle sofferenze nelle nostre più profonde richieste di amore. Occorre andare fino in fondo per vivere tutto il meglio della vita. Non accontentiamoci più di piccole soddisfazioni, possiamo avere il centuplo. Occorre tutto il nostro impegno e l’aiuto di persone capaci di amore, rispettose e preparate. Senza paura, tenendo ben presente le chiare parole di Gesù: “Sono venuto per i peccatori”. 

 

Dono dodicesima parte


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