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Dono 12a parte

Lun 28 Nov 2011 | di Alberico Cecchini | Dono

“Il corpo non si soddisfa con il corpo, ma con lo spirito” mi disse P. Angelo proprio in un momento in cui, nonostante già da oltre due anni di incontri con lui, continuavo spesso a disperdere la mia persona in relazioni molto libere esclusivamente finalizzate al rapporto sessuale. Non che le cercassi in maniera ossessiva come, peraltro con scarso successo, in certi periodi del mio passato, perché in quel periodo ero piuttosto focalizzato sul lavoro. Ma proprio quando si trova un certo grado d’indipendenza relazionale, cioè quando non si ha più il bisogno impellente di relazione o non si cerca affatto, beh allora tutto diventa più facile.  

Mi è capitato alcune volte di ritrovarmi a letto con ragazze che non facevo neanche in tempo a conoscere un minimo per iniziare a desiderarle e ad apprezzarle. E disperdevo nell’atto sessuale tutta la carica necessaria per approfondire la relazione. Credo che il modo migliore per evitare di conoscere una persona sia ridurre lo scambio al corpo. D’altronde non cercavo vera relazione, perché ero cosciente di non essere disposto a rischiare nuovamente tutto me stesso per amore. 

Fu una fase della mia vita fortemente contraddittoria, quasi schizofrenica. Se da una parte avevo iniziato una ricerca spirituale, fortemente attratto da una prospettiva sulla persona assolutamente originale che mi corrispondeva nel profondo, dall’altra usavo le persone per ricevere quello che mi interessava senza più dipendere da nessuna in particolare.  Questo mi faceva sentire forte, libero, desiderato. Però non avendo quell’indipendenza che si può mantenere solo nell’esperienza continua di amore pieno, maturo, per se stessi, per ogni persona e per la vita, ero dipendente da tante cose, soprattutto dall’adrenalina e dagli ormoni del desiderio sessuale. 

Non c’è amore senza libertà e io ero chimicamente e psicologicamente schiavo del sesso, pertanto non potevo amare né amarmi. E questo era diventato il più grande ostacolo nella ricerca della mia felicità. Stavo abbastanza bene rispetto alla disperazione della fase precedente, ma la gioia vera era ancora lontana. Non ero affatto felice, mi sentivo vivo in maniera nuova quando percepivo il mio spirito. Ma l’orgasmo di una donna che si abbandona completamente è una sensazione troppo potente a cui non ero proprio in grado di rinunciare. 

Sentivo che era solo una fase e che presto l’avrei in qualche modo chiusa, volevo liberarmi da qualsiasi condizionamento, limitazione, schema o legge imposta dall’esterno. Finalmente sentivo che la mia forza personale e sessuale non dipendeva più dall’accettazione degli altri. Non volevo ferire nessuno, non mentivo per portarmi a letto una donna. Credo di aver fatto soffrire più di una persona, però non avevo ancora compreso che spesso le donne si donano con amore sperando inconsciamente che il rapporto diventi “il” grande amore. Credo che questo sia un loro grande errore.  Un rapporto difficilmente nasce o cresce attraverso il sesso.

Ma chi dice oggi chiaramente queste cose? Chi è in grado di capirle davvero? Quanto facilmente si cade nel moralismo della falsa fede o nel disordine del relativismo.

Oggi so che quelle sensazione di vuoto, di assenza di emozioni, di intorpidimento di tipo analgesico e di separazione interiore che vivevo dopo questi rapporti non dovevo sottovalutarle. Erano il sintomo che vivevo esperienze contrarie alla mia natura, dopo le quali non sentivo più di amare me stesso. Vorrei fosse ben chiaro che io non mi sentivo affatto in colpa per quelle scorrerie selvagge, ero da sempre oltre le regole e in quel momento più che mai, sapevo che Dio avrebbe perdonato quelle che consideravo solo esperienze per trovare me stesso. Però che degrado della persona si vive quando il corpo prevale sullo spirito!

Molto, anzi troppo lentamente mi resi conto che seguire il mio desiderio mi portava lontano da me. Ma questo potevo comprenderlo solo iniziando a percepire meglio me stesso e la mia energia personale. Quella forza che ritrovavo nella solitudine di passeggiate nella natura, nella preghiera che stavo riscoprendo in maniera completamente nuova, nei libri di padre Angelo e nei colloqui con lui. Che contrasto nella mia voglia di vivere pienamente! Riscoprivo l’amore di Dio e continuavo ad uscire con qualche amica, cena, buon vino due chiacchiere e sesso.  Mai due sere consecutive con la stessa persona perché cambiare era sempre più eccitante. Magari una settimana dopo sì. 

Quando sento parlare dei potenti che vanno a prostitute mi sembra proprio ridicolo, che piacere si può avere con una prostituta. Secondo me non sanno neanche cos’è il sesso, quella è masturbazione, non un rapporto. Il piacere vero è sentire quello dell’altro. Perciò non potevo smettere, nonostante fosse contro l’amore che talvolta sentivo sempre più distintamente  gemere in me. Non stavo lì a dire quello che facevo la sera precedente, mi sembrava non sempre rilevante, ma andavo volentieri, perché mi sentivo compreso, agli incontri con quel prete bizzarro e verace, che arrivava ad asserire che la prostituzione era meglio della masturbazione. 

Prostituzione intesa nel senso di capacità di avere scambio e appagamento sessuale dalle persone, appunto quello che stavo vivendo io, senza dipendere psicologicamente dall’altro, come nelle relazioni in cui le persone, attaccandosi al partner, perdono la propria identità. C’è più maturità nelle proprie energie di relazione quando non c’è necessità di attaccamento e paura di essere abbandonati. In questo senso è possibile comprendere meglio Gesù che dice: “le prostitute vi passeranno davanti”. E’ chiaro che solo l’amore risolve, dà la vita, la recupera, permette di viverla e tutto il resto è sempre secondario. Ma per arrivare all’amore occorreva che io prima comprendessi perché non lo vivevo, cosa inconsciamente lo bloccava o riduceva. E non potevo comprenderlo se qualcuno non mi ci accompagnava con tutto l’amore e la luce necessaria. Su questi argomenti per secoli e secoli si sono accumulati inganni culturali che è ora di superare, come io e molte altre persone abbiamo superato. Oggi grazie a Dio è possibile.
 

 

Dono tredicesima parte

 


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